Il Tirreno

Grosseto

«Geotermia pericolosa ma la Regione lo nega»Ambientalisti all'attacco

Emilio Guariglia
«Geotermia pericolosa ma la Regione lo nega»Ambientalisti all'attacco

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Lo studio commissionato dalla Regione Toscana ai luminari del Cnr e dell'Arpat per valutare l'impatto dell'industria geotermica sulla salute umana è eccellente. La sintesi che la stessa Regione, con l'Agenzia Regionale di Sanità, ha elaborato da quello studio e ha diffuso al pubblico è invece «una scandalosa manipolazione».

Questo, in sintesi, è il pensiero dei comitati e delle associazioni ambientaliste della provincia di Grosseto. Una quarantina di "gruppi" di ogni angolo del territorio che - riuniti dal 2007 in un Coordinamento unitario - ieri hanno aperto il fuoco contro Firenze e in particolare contro l'assessore Anna Rita Bramerini. Colpevoli, a loro dire, di aver omesso una serie di dati e di considerazioni allarmanti contenute nel dossier dei professori, per tirare conclusioni tranquillizzanti quando invece da star tranquilli ci sarebbe molto poco.
«Grande apprezzamento per il lavoro dei professori - esordisce Daniela Pasini, vicepresidente del Coordinamento - ma non per la sintesi della Regione». A spiegare nei dettagli le ragioni di questa disparità di giudizio è Roberto Barocci, anima storica dell'ambientalismo militante maremmano. «Lo studio commissionato dalla Regione è ben fatto, e la Regione stessa lo ha pubblicato integralmente nel suo sito, dando prova di corretta trasparenza», dice Barocci. Dopodiché fine dei complimenti e giù bordate per puntualizzare tutte le perplessità dei Comitati. Che si possono riassumere così.

La ricerca del gruppo di lavoro mostra con chiarezza che nelle aree geotermiche, Monterotondo e soprattutto Amiata, c'è un tasso di mortalità più alto che nelle vicine aree della provincia e nel resto della Toscana. Questa mortalità è rilevata in misura maggiore proprio nella zona dell'Amiata (+13,1% rispetto all'area di riferimento locale, +13,7% rispetto all'intera Toscana), dove lo studio attesta concentrazioni di inquinanti (mercurio in primis) nell'aria assai superiori anche a quelle di Monterotondo. Il gruppo di studio specifica espressamente che le condizioni socioeconomiche delle due aree geotermiche sono «omogenee» rispetto a quelle delle aree limitrofe prese a paragone e nelle quali si muore di meno per patologie tumorali e non solo. Per queste ragioni i professori scrivono (testuale) che «negli uomini la mortalità generale osservata nell'intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo».
Rapporto scientifico alla mano, insomma, ci dovrebbe essere quantomeno di che preoccuparsi, dicono i Comitati. Soprattutto per l'Amiata, dove le emissioni delle centrali geotermiche vanno a sommarsi alle discariche minerarie esistenti da secoli e mai bonificate. E invece - attacca Barocci - l'Agenzia regionale di Sanità pubblica una sintesi in cui la conclusione degli studiosi sull'eccesso di mortalità «statisticamente significativo» scompare, sostituito dall'aggettivo «rassicurante». E poi c'è la questione degli «stili di vita»: questi e non la geotermia, secondo Ars e Bramerini, determinerebbero l'eccesso di mortalità sull'Amiata rispetto alle aree vicine e al resto della Toscana. «Peccato - incalza Barocci - che gli studiosi dicano l'opposto, e cioè che non c'è differenza socioeconomica tra le aree prese a riferimento». La guerra è poi sui numeri: i Comitati citano le pagine 81 e 83 dello studio e ribadiscono che nell'area di riferimento locale i morti in eccesso sono 535 nel periodo 2000 - 2006, mentre la Regione (facendo il conto solo sui comuni geotermici) dice che sono 99. Ma è chiaro che non sarà il pallottoliere a cambiare la sostanza delle cose.

La sostanza è che i Comitati chiedono non di smantellare gli impianti geotermici, bensì di non costruirne altri e di fermare quelli oggi attivi "costringendo" Enel ad ammodernarli con le stesse tecnologie da Enel brevettate e usate in Usa e Canada, che eliminano l'emissione di fumi in atmosfera. Richiesta irricevibile? Probabilmente no, ma si tratterà di ritrovare la non facile strada del dialogo. La Regione infatti (vedi sotto) respinge con asprezza le accuse e minaccia querele, ma al tempo stesso assicura azioni concrete a tutela della salute e rinnova l'invito a discutere. Di certo, vista la gravità dell'argomento (vite umane, 99 o 536 conta poco) è auspicabile che ai precisi appunti - tanto più se infondati - mossi dai comitati seguano altrettanto precise risposte. E poi via il muro contro muro e spazio alla collaborazione per cacciare ogni veleno, fisico e non, dai cieli dell'Amiata.

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di Redazione web