Sicurezza
Tribunale, borse lavoro per sette donne
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SELEZIONATE. Foto ricordo per le sette donne vincitrici della borsa lavoro La provincia finanzia per un anno la loro attività in cancelleria e in segreteria
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GROSSETO. C'è chi prima aveva lavorato in un magazzino farmaceutico e chi aveva intrapreso la strada della ricerca universitaria. Tutte però hanno in comune in forme diverse l'esperienza del lavoro che non si trova o che non c'è più, tra mobilità, cassa integrazione e disoccupazione di lunga durata. E così da mercoledì Elena, Giuseppina, Anna, Lucia, Amina, Maria Milena e Lorenza hanno incrociato le loro strade nelle stanze del Tribunale di Grosseto. Dove per un anno affiancheranno le cancellerie dei diversi settori e la segreteria amministrativa e saranno retribuite con borse lavoro della Provincia finanziate con fondi comunitari per un impegno di spesa totale di circa 40mila euro. «Si tratta di percorsi integrati di formazione e attività pratica negli uffici giudiziari che per il Tribunale di Grosseto» - sottolinea il suo presidente Michele Addimandi, «che rappresentano una boccata d'ossigeno di fronte alla pesante situazione di carenza d'organico delle cancellerie», mentre per queste sette grossetane (al bando si erano candidate 80 persone) sono una chance per acquisire nuove competenze e crearsi dei contatti con studi di avvocati o commercialisti per un eventuale inserimento al termine della borsa. In ogni caso sarà un'esperienza da spendere sul mercato del lavoro. «Ringrazio il presidente della Provincia Leonardo Marras, gli assessori Tacconi e Chelini - ha detto ieri il presidente Addimandi nel dare il benvenuto ufficiale alle borsiste - ma anche il direttore del Centro per l'impiego Massimo Caramelli, la dirigente di cancelleria Gabriella Germanò e tutti i funzionari di entrambe le amministrazioni perché in soli tre mesi un'idea è diventata realtà». Ad accogliere le borsiste anche il presidente di sezione, il giudice Giovanni Puliatti, e il presidente della commissione esaminatrice, il giudice Marco Mezzaluna, che ha voluto sottolineare il primato regionale di questo progetto pilota. «Ci sono esperienze simili in Italia - ha detto Mezzaluna - ma in Toscana Grosseto è la prima provincia a spendere fondi comunitari che resterebbero inutilizzati per un progetto di alta utilità sociale». Il giudice Puliatti ha invece evidenziato che «grazie a questo progetto si riescono a tutelare allo stesso momento due precetti costituzionali, il diritto al lavoro e l'esercizio della giustizia». Tanto che dopo la Provincia pensa già ad estendere l'esperienza del protocollo per le borse lavoro anche alla Procura della Repubblica. Le lavoratrici sono Elena Poidomani, Giuseppina Carretto, Anna Carbone, Lucia Ghelli, Lorenza Aldi, Maria Milena Raco e Amina Cardosa. S.L.
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