Sicurezza
Tiemme, nuovi tagli a febbraio
Matteo Baccellini
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SINDACATI Sopra Uloremi della Cgil; a fianco Schiano della Uil Altri 200mila chilometri da ridurre, i sindacati: «No agli esuberi»
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GROSSETO. «Non vogliamo e non accettiamo esuberi nel trasporto pubblico locale». A dirlo senza mezze misure sono i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil trasporti, riuniti ieri mattina in una conferenza, due giorni dopo il loro ultimo incontro con la Tiemme. Un incontro dal quale è emerso il pericolo, da febbraio, e la seria preoccupazione per nuovi tagli: 200mila chilometri in più da sopprimere in tutta la provincia di Grosseto. Che si vanno a sommare a quelli già annunciati di 400mila, per un totale di una cinquantina di corse eliminate. Un nodo da sciogliere, quello di una possibile nuova sforbiciata. E stavolta la paura della perdita dei posti di lavoro diventerebbe davvero concreta. Un taglio ai servizi, insomma, che avrebbe ripercussioni sul personale una volta che Tiemme, conti alla mano, decidesse di eliminare nuovi turni, nuove corse extra urbane, meno sostituibili di quelle già "rattoppate" più comodamente. «La Regione ha attinto dal piano casa per recuperare fondi, ma l'assessore Ceccobao dice che ne mancano ancora 34 per i trasporti su ferro e gomma, di cui 24 dedicati solo alla gomma - ha commentato il segretario Filt-Cgil Pasqualino Uloremi - A Grosseto gli esuberi per ora sono stati scongiurati, e non dimentico i 15 contratti a termine che saranno ricollocati e stabilizzati. Se però dovessero arrivare altri tagli, altri 200mila chilometri a febbraio, allora siamo disposti ad usare risorse della Regione per sopperire alle difficoltà. Ma ribadiamo, non accettiamo esuberi». È certo, come ha annunciato lo stesso assessore Ceccobao, che se nel 2012 arrivassero tagli pesantissimi dal Governo, tipo altri 180 milioni, il Tpl potrebbe sparire. Eppure, in una panoramica a livello regionale, la provincia di Grosseto he tenuto più botta che da altre parti: se a Livorno i tagli sono stati del 20% delle risorse, Grosseto si è attestata al 5%. «La fusione delle varie aziende con Tiemme è stata positiva - ha aggiunto Enrico Comandi, segretario di Fit-Cisl - se non ci fosse stata, si sarebbero creati più problemi nelle sovrapposizioni delle corse e forse sarebbero arrivati già degli esuberi, che invece sono stati scongiurati. Con l'azienda, comunque, abbiamo ribadito che non c'è bisogno di chiedere la cassa integrazione in deroga per i lavoratori». Deliberato invece l'incentivo per quei dipendenti del settore che hanno già i requisiti per andare in pensione: 5000 euro a testa per lasciare il posto di lavoro. Preoccupato anche Fabio Schiano, segretario provinciale di Uil trasporti. «Troppo semplice per Tiemme tagliare sui turni e risparmiare sulle corse, quando invece i consigli di amministrazione aumentano. Siamo per razionalizzare, ma anche per investire anziché abbattere solo il costo del lavoro. In nome delle flessibilità, ci sono lavoratori che sono stati spostati da Grosseto ad Arezzo».
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