Sicurezza
FURTO DI SANTA CATERINA
«Spregio alla tradizione» Parola dello storico Fineschi
2 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Il furto della Santa Caterina a CasteldelPiano, la maiolica che è stata staccata dal supporto della teca che la conteneva, oltre che a suscitare sdegno nei cittadini e nelle istituzioni, ha spinto esperti e studiosi a qualche riflessione. Lo storico Marco Farmeschi osserva che «purtroppo un altro colpo è stato inferto al patrimonio artistico amiatino, che si viene ad aggiungere ad altri: dal furto, 2006, a Montegiovi, di un dipinto seicentesco contenuto in una cornice che fu abbandonata dai ladri. Il quadro rubato raffigura Santa Caterina da Siena. Ma il furto più eclatante, avvenne nella notte fra il 15 e 16 luglio del 1973 nella Chiesa della Madonna della Carità a Seggiano dove furono sottratte 7 tele fra cui la Madonna della Porta del cielo, La madonna del Carmine, Gesù Crocifisso e Santa Caterina d'Alessandria). Santa Caterina d'Alessandria è particolarmente venerata dall'Amiata, osserva Farmeschi, e questo è un' ulteriore dimostrazione del legame della montagna con la città di Siena. Secondo al tradizione, infatti, la Santa è protettrice degli studenti e della cultura e infatti la sua effigie si ritrova nello stemma dell'Università di Siena. A Casteldelpiano è presente una tela di Giuseppe Nicola Nasini di S.Caterina di Alessandria e ceramiche votive simili a quella rubata sono presenti anche in altri due paesi dell'Amiata. E poi - conclude Farmeschi - il culto di Santa Caterina è simboleggiato nel suggestivo rito della "focarazza" a Roccalbegna e da questo rito, forse, è possibile trarre un ulteriore verifica che il culto di Santa Caterina di Alessandria che subì il martirio all'inizio del IV secolo dc». Questo, conclude Farmeschi, «per dire che dietro il furto di una maiolica c'è un colpo non solo al patrimonio artistico, ma anche al patrimonio storico e culturale di un'intera terra». (f.bon.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google