Sicurezza
LEGAMBIENTE
«No al fotovoltaico nelle zone agricole»
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MANCIANO. Il problema rappresentato dall'ingresso della tecnologia fotovoltaica in agricoltura deve essere inquadrato nella sua giusta prospettiva, spiegano dal circolo Legamambiente di Manciano. «La produzione di energia elettrica non è un attività agricola. L'agricoltura produce cibo, che è la prima forma di energia rinnovabile scoperta dall'uomo e la più importante di tutte, dato che lo mantiene in vita. L'agricoltura, anche nei momenti migliori della PAC, quando veniva additata dagli altri settori produttivi come un'attività semi-parassitaria, non è mai arrivata a ricavare più del 60% del suo reddito dai contributi europei. La produzione elettrica da fotovoltaico percepisce dal GSE un incentivo che moltiplica di sei volte il valore di mercato del kWh (da 7 a 46 cent.). Questa situazione sottopone l'agricoltura ad un damping spietato che le sta causando una crisi irreversibile. Il fotovoltaioco in terra agricola non ha nessuna giustificazione strategica, dal momento che si sostituisce una forma di energia più efficiente (la fotosintesi) con una meno (il fotovoltaico)». Ci sorprende quindi di apprendere che a riunirsi a Firenze, «per osteggiare la determinazione della giunta regionale toscana a proteggere i nostri campi, non siano stati gli assessori alle attività produttive o all'industria, che in qualche modo avrebbero anche avuto il diritto di sentirsi minacciati, ma quelli all'ambiente».
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