Il Tirreno

Grosseto

In sala consiliare un convegno per discutere la proposta

Mura medicee: una Fondazione per salvare le grandi malate

Elena Caramelli
<b>DEGRADO </b>all&#146;ingresso delle Mura Medicee
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DEGRADO all’ingresso delle Mura Medicee

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 GROSSETO. Croce e delizia della città, le Mura medicee di Grosseto continuano a far discutere. Meraviglia di storia e architettura, da decenni ormai sono un simbolo di degrado: rifugio di sbandati, ricettacolo di immondizia, terra di sfogo per graffitari e vandali, ma soprattutto incapaci - a dispetto della loro bellezza - di diventare un luogo privilegiato di aggregazione sociale e turismo. A poco sono valsi, fin qui, i lunghi e ancora incompiuti restauri avviati ormai dieci anni or sono. E allora ecco, a ciclica cadenza, scendere in campo i soggetti più disparati, che provano a lanciare alla politica idee e progetit per la rinascita dei bastioni.  Oggi alle 16, nella sala consiliare del Comune, si dibatte di questo: "Far rivivere il Cassero e le Mura Medicee" è il titolo del convegno organizzato dalla Pro Loco e dalle associazioni Partecipazione e Sussidiarietà per Grosseto, Riformiamo Grosseto, Grosseto oggi, Lions, Rotary, Italia nostra e Dritto e rovescio. Vi partecipano il sindaco Bonifazi, i consiglieri comunali Gabbrielli e Tei, il presidente della Pro Loco Carini, gli architetti Massimo Felicioni, Giovanni Tombari, Alessandro Marri e Luca Perin, Alessandra Bonavia, Michele Scola e Vera Bardi.  L'ipotesi in discussione è quella di dare vita a una fondazione che agevoli la gestione la valorizzazione artistica e l'utilizzo pratico delle Mura Medicee. Idea peregrina? Tutt'altro, almeno a giudicare dall'entusiasmo con cui la accoglie l'assessore comunale al turismo e allo sviluppo economico, Massimiliano Paolucci. «Credo che sarebbe di grande utilità, seguendo l'esempio di Lucca - dice Paolucci - all'amministrazione, ai fruitori della zona e anche a tutte le attività economiche e ai residenti all'interno della cinta muraria».  L'assessore ha già delle idee, su ciò che potrebbe fare in concreto la fondazione: per esempio utilizzare le Mura per le scolaresche, con percorsi di jogging, piste ciclabili, tramite l' apertura di chioschi di ristoro, facendo circolare il trenino o carrozze a cavallo, con musica, assemblee, manifestazioni teatrali, gazebo per vendita di artigianato locale, oppure con piccole attività commerciali magari già presenti nel centro storico e che aprirebbero un nuovo punto vendita molto appetibile nel periodo primavera-estate». Già i consiglieri Tei e Gabbrielli avevano avanzato, in consiglio comunale la proposta di istituire una Fondazione per la valorizzazione della cinta muraria. Non è quindi da escludere il progetto, prima o poi, trovi ascolto anche nelle "stanze dei bottoni".

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