Il Tirreno

Grosseto

Inail, la grande beffa dei contributi

Sara Landi
<b>CNA </b>Fusini
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CNA Fusini

Click day, esauriti in mezz'ora i 4 milioni a disposizione delle imprese

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 GROSSETO. Oltre 4 milioni e mezzo di euro dall'Inail a disposizione di imprese toscane intenzionate a investire sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, e che potevano ottenere un contributo a fondo perduto pari al 75 per cento delle spese sostenute e documentate fino ad un massimo di 100mila euro.  Ma di questa pioggia forse appena qualche goccia bagnerà la Maremma. Per accedere all'agevolazione ciascuna impresa doveva infatti candidarsi tramite una procedura telematica sul sito www.inail.it. C'era tempo dal 12 gennaio fino al 14 febbraio. O almeno questo prevedeva il bando. Perché l'ora X in cui iniziare a fare domanda per i contributi è scattata alle 14 di mercoledì ma il sito è risultato da subito inaccessibile a causa delle tantissime imprese, associazioni di categoria e studi professionali che cercavano di connettersi da ogni città della Toscana.  Nel frattempo però un contatore scorreva inesorabilmente ma non era solo quello del tempo: ad ogni registrazione andata in porto, conteggiava i fondi rimanenti. Fino all'esaurimento, in meno di mezz'ora, degli oltre quattro milioni di euro stanziati dall'Inail solo per la nostra regione. A quel punto anche se si riusciva ad accedere al sistema era inutile, perché le domande venivano respinte. «Lo avevano ribattezzato il Click day ma questa è un'autentica lotteria - tuona il presidente della Cna Gabriele Fusini - Una beffa per le imprese che investono in sicurezza e speravano nell'agevolazione ma sono state penalizzate dalla procedura telematica».  Il problema non pare infatti essere solo di natura tecnologica a causa del sovraccarico di accessi simultanei al sito che lo ha mandato in tilt, ma anche procedurale. La registrazione telematica era solo il primo adempimento burocratico da fare. «Il sistema - fa notare Fusini - non prevedeva la formazione di una lista di riserva e quindi di una graduatoria da scorrrere nel caso più che probabile di prenotazioni non confermate, di rinunce o di revoche del contributo». Al momento l'azzeramento dei fondi disponibili è quindi solo virtuale perché bisogna aspettare di vedere quante delle imprese che si sono candidate on line perfezioneranno la pratica. Se dunque la beffa resta, che almeno si ripari il danno, sostiene la Cna di Grosseto che sta valutando la possibilità di presentare ricorso per le imprese escluse. «Ci auguriamo - dice Fusini - un atto di riparazione da parte del governo e dell'Inail per cui chi si era registrato ed è rimasto fuori a causa del blocco del sito sia ammesso al finanziamento».  Di «diritto di accesso ai finanziamenti trasformato in una gara legata al caso», parlano anche i vertici di Rete Imprese Italia, il presidente Pier Ferruccio Lucheroni e il direttore Mauro Ciani. «Le competizioni telematiche - scrivono in una nota - continuano a deludere gli imprenditori e sono una modalità inadeguata per accedere a risorse pubbliche. Tanto varrebbe allora affidarsi al gratta e vinci». La beffa del Click day Inail ricorda molto per certi versi quello che successe nella primavera del 2009 quando il Ministero dell'Ambiente lanciò in pompa magna una campagna di ecoincentivi per l'acquisto di biciclette. Una buona idea per l'ambiente e le tasche dei cittadini di sicuro, ma il server ministeriale non fu in grado di reggere la mole di accessi da parte dei rivenditori di tutta Italia. Che, una volta riusciti ad accedere al sistema. dopo nottate passate al computer, finivano per scoprire che i fondi a disposizione erano esauriti. Proprio come per il Click day.

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