Il dolore
Castel-Arcidosso, ecco il piano Comune
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COMITATO Marcello Bianchini per la fusione di Arcidosso e Castel del Piano Ospiti e incontri per accorpare le due amministrazioni
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ARCIDOSSO. Il prossimo 26 gennaio arriva a Casteldelpiano il sindaco di Portoviro Geremia Gennari, un primo cittadino di due comuni della provincia di Rovigo che si sono fusi. Sarà accolto alle 11, in sala consiliare, da un gruppo di amiatini, Marcello Bianchini in testa, sostenitori della fusione fra Casteldelpiano e Arcidosso, a cui Gennari racconterà la propria esperienza politica. L'ex sindaco di Arcidosso Marcello Bianchini, infatti, prosegue, con un manipolo di irriducibili, la sua battaglia per fare di due, un unico grande comune. l sindaco di Porto Viro spiegherà l'iter seguito per arirvare, nel 2000, alla fusione di Donada e Contarina due grossi comuni sul delta del Po, che hanno avuto per questa operazione, 5 milioni di euro in 10 anni, aggiuntivi rispetto ai contributi storici dati normalmente ai comuni. Ma non è finita qui. Infatti il Comitato promotore della fusione attende, per febbraio, anche Roberto Ganzerli, responsabile del Pd modenese, fautore della fusione. L'idea, che in passato vide anche un referendum ad Arcidosso, sta oggi prendendo più fiato perché si sa che in altre regioni italiane optano per la fusione anche comuni ben al di sopra dei 5000 abitanti, anche quelli, cioè, che per legge non sarebbero obbligati ad aggregare i servizi come invece accade per i comuni del versante grossetano del Monte Amiata, tutti al di sotto della soglia dei 5000 residenti. Per far conoscere questo orientamento, Bianchini ha preso contatti con Roberto Ganzerli, assessore di Mirandola, responsabile del Pd Modena Nord, che breve dovrebbe venire ad Arcidosso per parlare di fusione. «Infatti, afferma Bianchini, Ganzerli mi ha informato che i comuni emiliani di Cavezzo (più di 7000 abitanti), Medolla (più di 5000) e San prospero (più di 5000), sono in movimento per un'eventuale fusione. Ganzerli mi ha detto che si sta sondando l'opinione della gente che sembrerebbe ben disposta». Bianchini torna a proporre la fusione in Amiata fra i due maggiori borghi del versante grossetano, con l'obiettivo «di ridurre le spese e investire i risparmi per i bisogni della comunità e avere dal governo i benefici economici previsti per i comuni virtuosi che scelgono la fusione per ridurre le spese e guadagnare in efficienza». F.B.
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