Il dolore
Sorpresa, c'è il candidato Felicioni
Sara Landi
L'architetto in pista con la civica "Grosseto Oggi per la sua identità"
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GROSSETO. L'architetto Massimo Felicioni ha sciolto le riserve ed entra ufficialmente nella corsa per le amministrative di primavera, come candidato sindaco della lista civica "Grosseto Oggi per la sua identità". Lo ha fatto ieri con una serata evento alla sala Eden in cui la musica di due generazioni di grossetani a confronto, i Miwa e i Black Inside, ha accompagnato in modo originale l'investitura ufficiale di colui che finora era solo presidente dell'associazione di cittadini, "Grosseto Oggi". «Sono prima di tutto un lavoratore e un padre di famiglia e soprattutto uno che non ambisce alla carriera politica - esordisce Felicioni, nella prima intervista al Tirreno da candidato sindaco - così mi sono preso il mio tempo per valutare la cosa. Ma ora sono pronto e ringrazio l'associazione per avermi chiesto questo impegno». La sua lista civica ha già un nome e un logo, ma è alla ricerca dei suoi candidati che per volere di Felicioni «dovranno rappresentare tutto il Comune, non solo Grosseto ma anche le frazioni e tutte le età perché la lista ha bisogno sia di freschezza sia di esperienza». Ma c'è un requisito che conta forse più dell'anagrafe: Felicioni è alla ricerca di «persone con forte senso civico, consapevoli di ciò che significa amministrare». Ci sono già dei nomi? «Ci sono molte persone vicine che stanno valutando ma è prematuro farne. Il messaggio a tutti deve essere chiaro: siamo una lista civica di area moderata che vuole il dialogo e il confronto con tutti. Ma non siamo intenzionati ad apparentarci né a fare accordi prima». In agenda Felicioni ha messo alcuni punti chiave: cominciando dal «cantierare Grosseto per darle un look dignitoso: verde pubblico, illuminazione, strade, arredo urbano. Senza dimenticare il progetto dei cavalcaferrovia a nord e sud della città e il sogno di una città ciclabile», temi su cui l'associazione "Grosseto Oggi" ha di recente promosso in città una raccolta firme. Felicioni pensa anche ad un soggetto che si occupi esclusivamente della gestione delle Mura. «Occorre individuare, magari tramite un concorso di idee o la partecipazione della cittadinanza, delle funzioni per questo spazio importante, perché solo così se ne può fare un luogo vivo». Quanto alla Chelliana, Felicioni è netto. «Deve restare in centro, è una questione di identità della città per difendere la quale questa lista è nata». Altra grande priorità è il sociale, con il sostegno alla famiglia, al lavoro e ai giovani, «che purtroppo in questa città non hanno più ragioni per restare perché non c'è niente neppure per il tempo libero». Malgrado abbia di fronte una battaglia «difficile se non impari», Felicioni è sereno nell'affrontarla. «So rivolgermi a tante persone schifate come me dalla politica e dai professionisti della politica locale».
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