Il dolore
CERA ANCHE PAOLO BORGHI
«Servivano le primarie, la questione è sempre aperta»
A.F.
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VICE SINDACO. Paolo Borghi 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Hanno ascoltato l'introduzione di Serena Remi, attenti, fermi in mezzo alla folla. Poi la parola è passata a loro, i "nomi" del Pd grossetano. Prima Paolo Borghi, poi Giancarlo Bastianini. Entrambi hanno sollevato una questione: le primarie. «Doveva essere garantito un percorso per chi si voleva candidare» ha detto Bastianini. «Non si può far cadere le decisioni dall'alto» ha anticipato Borghi. Il vice sindaco di Grosseto e membro del direttivo provinciale del Pd ha poi continuato: «le primarie non sono un elemento di disturbo, sono nello statuto. Chi ha aderito al Pd sapeva che erano presenti. Fuori dal partito, semmai, c'è chi non accetta lo statuto». Insomma, la gestione del caso Gavorrano da parte del Pd non è piaciuta a tutti i suoi membri. Raggiunto telefonicamente, ieri Borghi ha ribadito quanto detto la sera prima. «Un conto è Grosseto, dove c'è un sindaco uscente e la situazione è definita. Un altro è a Gavorrano, dove la situazione rispetto al passato è azzerata. Le primarie sono importanti per evitare spaccature. Poi, chi vince avrà il sostegno degli sconfitti». "Azzerata", "spaccature": per Borghi a Gavorrano il pd è tutto fuorchè unito. «Ieri sera (martedì ndc) ho visto mezzo partito di Gavorrano alla presentazione di Balloni. Chi può dire chi sono i cattivi e chi i buoni? Nel comune c'è una spaccatura importante». Stima Balloni il vice sindaco di Grosseto, e non ha ancora conosciuto Mondei. Ma per la prima volta, come esponente di spicco del Pd provinciale, ammette qualcosa che nessuno, finora, aveva avuto il coraggio di dire tra i democratici: «il rischio vero è quello di perdere un comune strategico come quello di Gavorrano». Perdere. Se la situazione è quella descritta da Borghi, per i democratici non c'è, appunto,... tempo da perdere. Ed è lo stesso Borghi ad essersene fatto carico davanti ai presenti martedì sera. «Porterò la questione di Gavorrano al direttivo provinciale di lunedì sera. Con Pinzuti non ne ho mai parlato. Mi aspetto una riconsiderazione per affrontare la situazione con maggiore serenità. Se la direzione, invece, sarà di un'opionione diversa, ossia quella di non fare le primarie, se ne assumerà la responsabilità. Per me la questione Gavorrano è sempre aperta».
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