Il dolore
BARONTINI PARLA CHIARO
«Normali verifiche. Per il marchio è l'ultima possibilità»
Ilenia Reali
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STAND. Barontini a Pitti 2 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. «Questa è l'ultima possibilità per la Mabro di tornare a essere un'azienda leader dell'abbigliamento. Ma perché accada non va lasciato niente al caso». Conferma punto per punto l'intervista rilasciata al Tirreno ieri l'imprenditore pratese Andrea Barontini. E aggiunge: «Comprendo che le lavoratrici vengono da anni di problemi ma ci sono cose da fare e vanno fatte. Io guardo in prospettiva: la newco che prenderà la Mabro non dovrà avere orpelli delle gestioni passate». La controperizia. «Al momento per essere chiari - sottolinea l'imprenditore - non ho neppure la copia della perizia fatta dalla Royal Tuscany. La prossima settimana sarò a Grosseto e verificherò il magazzino. E' un passaggio normale. Devo capire che cosa mi danno, cosa sarà utile e cosa non lo sarà. Qualcuno comprerebbe una casa completa di mobili senza vederli e senza fare una stima del loro valore?». La nuova azienda. «Io costituirò un' azienda per rilevare la Mabro. E come partirà questa newco è la mia principale preoccupazione. Partire bene è fondamentale. E partire bene significa anche avere i numeri giusti. Ho firmato un accordo di intesa per rilevare le quote di Abbigliamento Grosseto con un'offerta suscettibile di variazioni. Posso io fare un'offerta non flessibile senza sapere cosa avrò a disposizione?». I tempi. «Il fattore tempo è importantissimo anche per me. Sono qui a Pitti, senza un ruolo preciso e gratis, per non far perdere opportunità alla Mabro. Sono il primo a voler chiudere velocemente questa storia perché a febbraio si dovrà cominciare a prendere gli ordini. Sono fiducioso che entro il 31 gennaio si chiuderà l'accordo. Potrei essere interessato a perdere una stagione?». Le lavoratrici. «La posizione che oggi assumono è frutto di una sofferenza che sopportano da anni. Voglio rassicurarle sulle mie intenzioni e credo proprio non sarà una manciata di giorni a far cambiare il loro destino. Perché non provano a fidarsi?». Gli ex soci. «Lo ripeto. Con me sono stati cordiali e disponibili. Mi hanno offerto collaborazione ed io non posso che rispondere che se ci sarà bisogno terrò in considerazione la loro offerta. Accadrà? Non lo so. Io in passato non c'ero, non posso entrare nel merito del loro fallimento. Valuto le persone per i rapporti che hanno con me. Non è un mio diritto?».
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