Il Tirreno

Grosseto

L’EPG

«Lunga morosità ci muoviamo secondo la legge»

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 GROSSETO. Secondo verifiche dell'Epg il caso dello sfratto denunciato da Ilario Germinario rientra come anticipato ieri in una di quelle situazioni di morosità reiterata nel tempo in cui l'ente, legge alla mano, non può fare diversamente. «Ogni giorno - scrive in una nota ufficiale il suo presidente Marcello Ranieri - gestiamo il patrimonio di edilizia residenziale pubblica riscuotendo i canoni, ovviamente senza mai perdere di vista la missione sociale dell'ente, e cerchiamo di fare il possibile affinchè ogni assegnatario mantenga fede al suo impegno, soprattutto nel rispetto delle circa 800 famiglie che solo nel Comune di Grosseto sono in attesa di avere un alloggio popolare e degli stessi assegnatari, in quanto gran parte di queste somme vengono utilizzate per la manutenzione del patrimonio stesso».  «Perciò - puntualizza Ranieri - quando l'Epg arriva ad effettuare uno sfratto (3 o 4 al massimo in un anno, ma la tendenza, lo abbiamo fatto presente in più sedi, è in aumento, soprattutto negli ultimi due anni come conseguenza della crisi economica) è perché ci troviamo di fronte ad una morosità reiterata che supera in alcuni casi addirittura i 15 anni. Tempi, comunque, lunghissimi in cui l'assegnatario moroso accumula più procedure di sfratto, ripetutamente rinviate o annullate grazie all'intervento dei servizi sociali oppure di altre associazioni che provvedono a sanare il debito».  L'ente difende dunque la correttezza del proprio operato. «La legge regionale 96 del 1996 - aggiunge il presidente Ranieri - stabilisce per tutte le famiglie che percepiscono un reddito non superiore alla pensione sociale (pari a 5760 euro l'anno) un canone mensile di 12,90 euro e al riguardo abbiamo anche proposto in diversi incontri istituzionali di eliminare il canone alle famiglie in seria difficoltà economica provvedendo, però, a rimodularlo a quelle con redditi medio-alti, ovviamente secondo criteri equi. Allo stato dei fatti Epg sta operando nel rispetto della legge e soprattutto nel rispetto dei cittadini, in modo particolare di tutti quegli assegnatari che spesso, pur con grandi sacrifici, pagano regolarmente l'affitto».  «Se poi - è il commento finale di Ranieri - ci sono delle categorie particolarmente in difficoltà a cui viene riconosciuto il diritto di abitare in un alloggio a titolo gratuito, questo non sta a noi deciderlo e, soprattutto, consentirlo».

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