Il Tirreno

Grosseto

Mancano gli ordini e c’è lavoro soltanto per due giorni, l’azienda è in autogestione

Ex Mabro verso l'occupazione

Francesca Gori
<b>PREOCCUPATE.</b> Le donne della ex Mabro in sala mensa
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PREOCCUPATE. Le donne della ex Mabro in sala mensa

I dipendenti: «Se il 24 non c'è la firma, si fallisce»

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 GROSSETO. Il 24 sarà il D-Day della Mabro. Il giorno in cui si saprà se tutti i tasselli della vertenza saranno andati al loro posto o se invece scatterà l'occupazione della fabbrica. Le vestaglie azzurre sono state chiare. Se le cose non cambiano, sono pronte a fare le barricate.  Dopo giorni di silenzio, i dipendenti dell'ex Mabro sono tornati nella grande sala mensa dell'azienda. Volti tirati, bollette da pagare strette in mano. Sopra i vestiti, la vestaglia azzurra, simbolo di lotta e di speranza. Speranza che giorno dopo giorno, nella fabbrica di via Senese, ha cominciato ad affievolirsi. Ha cominciato a cozzare con la realtà. Le scadenze si stanno avvicinando e la fiducia sta finendo. Anche in chi ha deciso di investire nell'azienda di abbigliamento alle porte di Grosseto. Perché i tempi dell'imprenditore pratese sembrano non coincidere più con le esigenze dell'ex Mabro. In fabbrica c'è lavoro per due giorni. E invece, i dipendenti devono stringere i denti e arrivare al 21, giorno della presentazione all'assemblea dei soci di Royal Tuscany del concordato preventivo. «Abbiamo pezze per confezionare 170 capi - dicono - che di solito riusciamo a produrre in due giorni. Per non fermare la catena abbiamo deciso di fare i turni e sacrificare le nostre ferie utilizzando anche la solidarietà. Perché se la catena si ferma, poi è difficile farla ripartire». Orfane del direttore di produzione, sono le vestaglie azzurre a coordinare il lavoro in azienda. A organizzare i turni, a decidere chi resta a casa e chi sta alla macchina. «Io so fare gli spacchi - dice Manola - non sono capace ad organizzare il lavoro di un'azienda. Ma se vogliamo stare aperti, dobbiamo fare anche questo». Il 21 non è lontano. Il concordato sarà depositato. Il 21 è un venerdì. Il 24 l'azienda sarà retrocessa. Tornerà tutto in Abbigliamento Grosseto. «E se Barontini non avrà comprato l'azienda - dicono - il rischio che corriamo è quello del fallimento». Un'ipotesi che fa storcere la bocca a tutti, nel capannone di via Senese. Un'ipotesi che fa accapponare la pelle ai dipendenti. Come anche la scelta di Barontini di fare una controperizia del magazzino che vale due milioni di euro, e che finirà nel concordato. Un passo indietro, secondo le dipendenti. «C'è bisogno di capire bene quello che si sta decidendo sulle nostre teste - dice Nadia Perino rsu Cgil - perché se Barontini non prenderà il magazzino per intero, il concordato rischia di saltare». C'erano stati degli accordi. Anche un foglio scritto, nel quale l'imprenditore pratese, questo impegno, pare se lo fosse assunto. «Ma se cambia le carte in tavola - aggiungono alla Mabro - e manda all'aria i conti che sono stati fatti, allora anche a noi qualche dubbio viene». E poi c'è la possibilità, ventilata più volte, di una collaborazione con i tre soci di Abbigliamento Grosseto, che il 24 avranno, a meno di colpi di scena, di nuovo l'azienda nelle loro mani. «Barontini può avvalersi della collaborazione di chi vuole - dicono - ma noi non stenderemo i tappeti rossi a chi alla fine ci ha fatti precipitare in questa situazione. Ci hanno lasciati pecore, troveranno delle iene».  Non sono bastate le rassicurazioni della Regione, gli incontri delle ultime settimane, le visite in azienda. Quello che manca, ancora, è una firma. Quella di un imprenditore sul contratto d'acquisto di Abbigliamento Grosseto, che vuole dire la firma sull'acquisto dei 260 dipendenti della fabbrica delle vestaglie azzurre e dei macchinari che ci sono dentro.  Firma che arriverà, ha detto più volte Andrea Barontini, a fine mese. Troppo tardi, dicono le vestaglie azzurre. «Il 24 quella firma va messa - aggiungono - altrimenti facciamo l'occupazione». L'unico modo, dicono, per non perdere quello per cui stanno lottando da mesi: il posto di lavoro.

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