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Assalto alle greggi in montagna
Trenta pecore ferite: «Ma è stato un branco di cani»
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ROCCALBEGNA. Ancora un assalto alle greggi dell'Amiata. Ma questa volta, assicura Riccardo Nardi - responsabile dell'Oasi Wwf di Bosco Rocconi - i lupi non c'entrano. A seminare sangue e terrore fra una trentina di pecore sul Monte Labbro «sono stati cani inselvatichiti». È accaduto l'altro giorno, in un terreno privato lungo la strada che da Roccalbegna sale al Monte Labbro, nella stessa zona dove - nell'ottobre scorso - furono trovati i cadaveri di cinque cani da pastore avvelenati. Qui un gregge - che di notte viene normalmente custodito al chiuso, nell'ovile - era al pascolo quando un gruppo di cani «di taglia piccola», spiega Nardi, è partito all'attacco. Nessuna vittima tra le pecore, per fortuna, ama una trentina sono rimaste gravemente ferite dai morsi. Molte erano incinta, e certamente abortiranno, vuoi per le ferite vuoi per lo choc dell'assalto da parte dei cani. Un danno comunque enorme. La proprietaria delle pecore ha subito contattato Nardi, il quale è certo di una cosa: «Per una volta i responsabili non sono i lupi. Lo testimonia chiaramente il tipo di ferita, non particolarmente profonda, lasciata dai morsi sulle povere pecore assalite dai cani».
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