Il Tirreno

Grosseto

Dopo i sindaci si lamentano i cittadini
Penalizzati molti studenti su Grosseto

Sparita una linea che partiva dalla stazione

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 GROSSETO. Da due giorni è partita la riorganizzazione del trasporto pubblico in Maremma dettata dalla Legge Finanziaria. Una cinquantina le corse extraurbane che Rama ha deciso di tagliare, per un totale di 400mila chilometri in meno. Ma a febbraio potrebbero arrivare altre brutte sorprese, ulteriori tagli e linee soppresse. Intanto già si registra un coro di proteste. Hanno iniziato i sindaci (quelli della costa e delle colline) ora tocca ai cittadini. Sì, perché i comuni maggiormente colpiti dalla "sforbiciata" sono quelli della zona sud, l'area amiatina, il comune di Castiglione della Pescaia e l'hinterland grossetano.  Ogni giorno si rincorrono telefonate, proteste, polemiche. Prima quelle dei residenti di Porto Santo Stefano e Orbetello (14 le corse soppresse tra la stazione del capoluogo e il Promontorio, sul percorso si trova anche l'ospedale lagunare e i collegamenti con i traghetti), poi la levata di scudi da Scansano, oggi tocca a Buriano e Vetulonia.  Alcuni genitori segnalano che per i figli, studenti pendolari su Grosseto, non c'è più, nel pomeriggio, la possibilità di tornare a casa in autobus dal capoluogo. È stata cancellata infatti la linea che partiva alle 17,30 dalla stazione di Grosseto. Un disagio importante, un territorio, l'entroterra castiglionese, che viene completamente scollegato dalla città se si esclude la corsa della mattina alle 7,15 (ritorno 13,30). «Così facendo - si legge in una lettera - si penalizzano intere comunità e si danneggiano principalmente le fasce più deboli».  Alcune amministrazioni, per esempio Castiglione e Argentario stanno pensando di intervenire direttamente sul trasporto pubblico, almeno nel periodo estivo, qualora il disimpegno di Rama non dovesse arrestarsi. G.B.

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