Italia
Rossi: «Il 2011 potrebbe essere lanno della ripresa grazie alle energie rinnovabili»
Speranza chiamata agricoltura
È l'unico settore dove si continua ad assumere
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GROSSETO. La morsa della crisi, in provincia di Grosseto, ha prima messo in ginocchio l'edilizia, poi ha colpito il turismo e nel 2011 potrebbe toccare all'agricoltura se si perderanno ancora posti di lavoro e proseguirà la contrazione dei consumi. Il comparto agricolo e agroalimentare è quello che sembra aver retto meglio, fino ad oggi, e lo rivelano anche i dati del Centro per l'impiego relativi agli avviamenti al lavoro: tra il 2009 e il 2010 gli avviamenti sono crollati di 3.070 unità (-6,5%) proseguendo in un andamento in flessione che tra il 2008 e il 2009 aveva interessato soprattutto il comparto delle costruzioni, che nel 2010 ha subito ancora una flessione, ma più lieve, di assestamento. L'anno passato è toccato al settore del turismo che ha fatto registrare circa 2.700 avviamenti al lavoro in meno rispetto ai 14mila dello scorso anno. Nel settore agricolo, invece, le assunzioni sono addirittura cresciute seppure solo del 2%. «Se nel 2009 - ha sottolineato l'assessore allo Sviluppo rurale Enzo Rossi - il settore che ha maggiormente sofferto è stato quello delle costruzioni, nel 2010 la crisi ha investito anche i servizi e in particolare il comparto turistico alberghiero, che insieme all'agricoltura erano i settori storicamente forti della nostra economia. Il Comparto agro-industriale per adesso tiene, ma è chiaro che se continua questa progressiva riduzione dei consumi conseguente alla perdita dei posti di lavoro, il 2011 sarà un anno critico anche per l'agricoltura: o ci sarà la ripresa oppure potrebbero essere guai». Rossi ha messo in evidenza che in ogni caso il fatto di avere un tessuto economico fatto di 10mila imprese agricole si è dimostrato, in questo frangente di crisi un fattore di stabilità, ma adesso diventa necessario potenziare un'agricoltura che è già abbastanza evoluta e che già non si limita alla sola produzione, ma si occupa anche di trasformazione del prodotto agricolo, e che ha visto crescere, accanto, 494 aziende impegnate nell'agroalimentare su un comparto manifatturiero di 1.800 aziende. Occorre, dunque, far crescere il valore aggiunto delle aziende grossetane, che sono a metà classifica con circa 37mila euro annui. Una situazione che colloca la provincia di Grosseto in condizioni migliori rispetto ad altre province della Toscana. «Ci sono molti indicatori che lo dimostrano - ha ricordato Rossi - e uno di questi è il consumo di energia elettrica nel comparto agricolo, dove Grosseto è al secondo posto, dopo Siena e prima di Firenze». Per l'assessore sarà importante affrontare il 2011 con estrema attenzione «cercando di usare bene le risorse comunitarie per sperare nel 2012 in una ripresa complessiva. Se così sarà, Grosseto avrà sofferto davvero meno di altre province e essere un territorio prevalentemente agricolo sarebbe per la prima volta un vantaggio. Una grossa mano - ha concluso - può venire da una particolare attenzione al settore delle energie rinnovabili». E.P.
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