Il dolore
Lavoro, il sogno di donne e migranti
Enrico Pizzi
Cassa integrazione in aumento, boom d'iscrizioni al Centro per l'impiego
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GROSSETO. Disoccupazione in crescita, in provincia di Grosseto, e colpisce soprattutto donne e immigrati: è la preoccupazione principale che emerge dal pacchetto di studi statistici della Provincia. Due rapporti demografici elaborati dall'Ufficio statistica della Provincia, uno dei quali dedicato alla popolazione straniera; uno studio dell'Irpet - «La Provincia di Grosseto di fronte alla crisi» - che fornisce un quadro della situazione economica al 2009, i dati del Centro per l'Impiego relativi al mercato del lavoro aggiornati al 31 ottobre 2010 e e uno studio dell'Ufficio statistica relativo al triennio 2007-2009, una raccolta di dati provenienti da fonti come Istat, Istituto Tagliacarne, Terna; Banca d'Italia, Sole24 ore. Tanti numeri che nascondono storie e volti. Delle persone che non riescono a entrare o a rientrare nel mercato del lavoro. «Abbiamo deciso di fornire in un unico incontro una mole così imponente di dati - ha detto Gianfranco Chelini, assessore provinciale all'Economia - per garantire un quadro d'insieme completo e articolato a tutti coloro che devono affrontare l'allarmante perdurare della crisi economica». L'assessore ha sottolineato che la provincia di Grosseto ha retto meglio di altre, ma non ha nascosto la preoccupazione per i dati sull'occupazione. Al 31 ottobre scorso, infatti, erano iscritti alle liste del centro per l'impiego 21.615 persone, 3.685 unità in più rispetto al 2008. Massimo Caramelli, responsabile del Servizio Lavoro della Provincia, ha illustrato l'andamento del mercato del lavoro ed ha messo in evidenza come la crisi, in provincia di Grosseto, abbia prodotto soprattutto due fenomeni: un flessione decisa degli avviamenti al lavoro e un peggioramento della qualità del lavoro, con una forte crescita dei contratti a tempo determinato, che sono il 75%, e una flessione di quelli a tempo indeterminato. Situazioni preoccupanti, seppure più contenute rispetto al resto delle altre province della Toscana dove la crisi si è fatta sentire più che nella nostra provincia. La disoccupazione - ha spiegato Ciaramelli - ha colpito soprattutto la popolazione femminile e i dati sono lì a testimoniarlo: il 63,5% degli oltre 21.600 iscritti al collocamento - più di 13.700 - sono donne, infatti. Altra fascia di popolazione particolarmente colpita da un punto di vista occupazionale sono gli stranieri: 4.180 gli scritti al centro per l'impiego, pari al 19,5% del totale degli iscritti, un dato che già la dice lunga visto che la popolazione straniera rappresenta meno del 9% del totale dei residenti. Ma la conferma del fato che gli stranieri stanno subendo di più la crisi arriva dal confronto tra il tasso di disoccupazione tra la popolazione immigrata e quello tra la popolazione autoctona: il 22% degli stranieri residenti è disoccupato, contro il 10% degli uomini di nazionalità italiana e il 17% delle donne. Altro dato preoccupante è quello relativo alla durata dei periodi di disoccupazione: il 77% dei disoccupati lo è da più di 12 mesi e la metà di questi addirittura da oltre tre anni. C'è, poi, il dato della cassa integrazione che fotografa la situazione che l'economia maremmana sta vivendo: più di 756mila le ore autorizzare fino a ottobre 2010, contro le 679mila dell'anno prima e le 250mila del 2008. Si riduce il ricorso alla cig ordinaria, anche perché in molti casi è esaurita e cresce, di pari passo, il ricorso alla Cig in deroga.
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