Il dolore
Guerra sul marchio "Seggiano"
Fiora Bonelli
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COLTIVATORI Il gruppo che fornisce le olive alla famiglia Peregrine La famiglia Peregrine pronta al dialogo: soluzione in sei mesi
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SEGGIANO. «Troviamo un accordo per il bene del territorio sul marchio "Seggiano"». È l'appello della famiglia Peregrine, David e Claudia, che da 17 anni risiedono al Podere Vignone, e che hanno messo su un'impresa di nicchia che esporta prodotti con la griffe "Seggiano" nel mondo. La loro proposta è di mettersi attorno a un tavolo con il Consorzio Seggiano dop (l'ottenimento della Dop è cosa recentissima) ed entro 6 mesi trovare un accordo amichevole per la questione marchio. Sei mesi è il tempo che la Commissione europea ha dato alle parti per districare la problematica spinosa che vede da un lato i Peregrine che sotto la griffe "Seggiano" commercializzano all'estero da 17 anni olio di olivastra seggianese e altri prodotti di alta qualità e il Consorzio che per quest'olio ha ottenuto da poco il riconoscimento di origine protetta e che lo vuole commercializzare con la stessa dizione. I due contendenti hanno, ciascuno, le loro ragioni, ma adesso, sembra, è arrivato il momento di mettersi d'accordo. Ne va della sopravvivenza stessa dell'azienda Peregrine, e non solo. Rischia di saltare in aria tutta una filiera costruita con fatica, passione e competenza e rischiano di saltare anche altre aziende che forniscono ai Peregrine i loro prodotti. «Noi - spiegano - siamo qui per scelta e il commercio con l'estero di olio di olivastra è iniziato perché 17 anni fa ci fu chiesto dal presidente della Pro Loco e dal futuro sindaco di Seggiano Mercanti, un aiuto per la promozione di questo olio sopraffino allora del tutto sconosciuto nel mondo. Registrammo il marchio Seggiano in Gran Bretagna e poi in America e in Europa. Da allora - raccontano - abbiamo lavorato su due fronti: dei produttori locali che ci forniscono il prodotto e sul fronte del marketing». David è stato di recente in Inghilterra e a breve sarà in America. La sua mission è quella di trovare spazi nel mercato: fa assaggiare i prodotti, e trova clienti. Sempre in volo fra Italia e resto del mondo. Passione, fatica, che dà frutti ottimi. Solo per Natale, di olio nuovo in California ne hanno venduto 900 bottiglie, a New York e Boston 3000, in Scandinavia 600 e a Londra 7000: «Seggiano è considerato il top del cibo italiano», spiega David che mostra giornali specializzati in gastronomia che rilevano l'eccellenza dell'etichetta. Dopo l'olio, i Peregrine hanno iniziato ad esportare formaggi, miele, prodotti sotto olio, pasta, dolci, artigianato in legno e altri oggetti provenienti dalla zona amiatina. Un giro di affari notevole, con 350 negozi serviti solo in Gran Bretagna, con un mercato in forte espansione in America e un dialogo aperto con la Cina. Premesse, queste che chiariscono il perché l'azienda del Podere Vignone, vuole proteggere i propri interessi, quelli dei fornitori e di tutto l'indotto: «Ci sentiamo addosso una grande responsabilità. Proteggere, con la nostra, altre aziende che se il marchio Seggiano vacilla, saranno costrette a chiudere e tutti i fornitori seggianesi. Per noi l'ottenimento della Dop per l'olio di olivastra è un bel risultato. Ma bisogna mettere fine alle polemiche e mettersi d'accordo. Bisogna avere due marchi distinti per non confondere i consumatori. Potremmo studiare una grafica del marchio ben differenziata, pur mantenendo entrambi la dizione "seggiano"».
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