Il Tirreno

Grosseto

«Febbre a 40, ma niente medico»

Matteo Baccellini
<b>118. </b>Un operatore e il pronto soccorso
◗
118. Un operatore e il pronto soccorso

Protesta un genitore di un bimbo di 2 anni: denunciato il dottore

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Quattro telefonate alla guardia medica andate a vuoto. Prima di caricarsi il bimbo di 28 mesi in auto, con 40 di febbre, e di raggiungere il pronto soccorso pediatrico per una visita.  È l'incredibile storia raccontata da Paolo Tassi, abitante di via Marsiliana: una domenica di angoscia dal momento in cui suo figlio ha iniziato ad avere convulsioni da febbre, rovesciamento degli occhi all'indietro, e un gonfiore preoccupante sotto alla gola.  «La mia compagna ha chiamato il 118 per la prima volta alle 19,23 - legge un appunto della sua triste domenica - ma non siamo riusciti ad avere ascolto. Mio figlio aveva già 38,7 gradi di febbre. La stessa cosa è avvenuta alle 19,52, quando mi è stato consigliato di somministrare a mio figlio Nickolas una Tachipirina. E a quel punto la sua temperatura era già salita a 40,1. Ma io la Tachipirina gliela avevo già data, avevo bisogno che un medico di turno venisse a casa mia. Non di un farmaco prescritto per telefono».  Più facile a pensarlo, che a ottenerlo, purtroppo, malgrado le brutte condizioni di salute del piccolo. Tassi, due minuti prima delle 20 di domenica, ha pensato di contattare anche la polizia per riuscire a far venire un medico a casa sua.  «La polizia mi ha messo di nuovo in contatto con la stessa guardia medica con cui avevo parlato mezz'ora prima. È caduta la linea, ma alle 20,03 lo stesso medico mi ha assicurato che sarebbe venuto alla mia abitazione di via Marsiliana 3».  Problemi risolti? Per niente, un'ora dopo non si era visto ancora nessuno. Così Tassi ha deciso di caricare compagna e figlio ammalato in auto per raggiungere il Pronto Soccorso pediatrico. «Ma prima ho avvisato il 118 che stavo partendo. Sapete cosa mi hanno risposto? Che la guardia medica doveva essere già a casa mia da tempo. Io avevo anche lasciato un cellulare a quel medico ma nessuno mi ha mai contattato. Ho anche fato un paio di giri della rotonda vicino casa mia, per vedere se la guardia medica si fosse persa con l'auto. Non so che fine abbia fatto, di sicuro non l'ho proprio vista».  Il viaggio in auto di Tassi con la famiglia ha scongiurato pericoli maggiori. «Avevo paura che mio figlio morisse in casa - spiega il padre del bimbo di 28 mesi - Il referto medico al pronto soccorso alla fine parla di faringite con la presenza di un linfonodo di 4 centimetri di diametro, non uno scherzo. Domani (oggi, ndr) dovrà riportare mio figlio lì per una visita di controllo. La febbre si è un po' abbassata ma è sempre sopra i 38 gradi. Nickolas sta meglio, mi auguro solo che una cosa del genere non capiti più a nessun altro genitore».  Ieri mattina Tassi ha sporto denuncia contro la guardia medica e si è recato anche al Tribunale del Malato per raccontare la personale odissea. Oltre tutto non la prima. «Lo scorso 31 ottobre mio figlio aveva avuto un problema di soffocamento per intasamento delle vie respiratorie. Anche quel giorno la guardia medica a casa non era arrivata. Diluviava, non sapevo che fare, mi avevano promesso un intervento e invece niente».  Quella volta Tassi aveva soprasseduto. «Ma stavolta la misura era colma».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web