Attenzione
«Un decesso ogni 500mila casi»
Fra.Go.
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DISPERAZIONE. All obitorio dove è conservata la salma della piccola Il primario: rarissime le vittime di valvolopatie
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ORBETELLO. I medici hanno fatto tutto il possibile per far battere ancora il cuore alla bimba romena arrivata al pronto soccorso già in arresto cardiocircolatorio. Hanno quasi tentato di fare un miracolo. Ma per i miracoli, i medici non sono attrezzati. La verità è che quella bambina, probabilmente, poteva essere salvata. Non al pronto soccorso dell'ospedale di Orbetello, ma nei suoi primi tredici mesi di vita. Aveva una malformazione genetica. Una valvolopatia, un problema, quindi, alle valvole cardiache. Un problema però, che ora non uccide quasi più. «Senza vedere la cartella clinica è impossibile dare delle spiegazioni - dice il responsabile della Cardiologia Leonardo Rigati - ma le valvolopatie congenite, ora, se curate, non sono più mortali». A sentire i medici, quelle malformazioni congenite colpiscono un bambino ogni mille nati. E ne uccidono uno ogni cinquecentomila. Ma questi sono numeri, sono statistiche. «Quello che è certo - aggiunge Rigati - è che certe patologie, se trattate per tempo, non uccidono. Le valvolopatie, oltre che con i farmaci, si risolvono con interventi chirurgici». E se l'intervento non è possibile, nei primi mesi di vita dei bambini, ci sono le cure farmacologiche che accompagnano le loro piccole vite almeno fino all'operazione. L'autopsia, che è stata disposta direttamente dall'Asl di Grosseto e che non è stata richiesta dalla Procura, servirà proprio a chiarire questo. Se la piccolina arrivata con un arresto cardiocircolatorio al pronto soccorso dell'ospedale di Orbetello, è stata curata seguendo tutti i protocolli necessari. La bambina era a Orbetello con la madre, diciassettenne, a casa di alcuni amici. La giovane madre sapeva che il cuoricino della sua bambina non faceva bene il suo lavoro. E sicuramente, quella malattia era stata diagnosticata in Romania, dove la sanità funziona. «Ma dove si paga per essere visitati - aggiunge il responsabile della Cardiologia - e dove gli interventi chirurgici costano». Quella mamma però, non era venuta in Italia, come tanti romeni, per cercare di salvare la sua bambina. Era arrivata a Orbetello soltanto per fare una vacanza, per trascorrere qualche giorno di festa. Dalla cittadina che si affaccia sulla laguna tornerà nel suo paese con una piccola bara bianca che racchiuderà il corpicino della sua bambina.
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