Il Tirreno

Grosseto

Tremila oche svernano nelle zone umide record per la Maremma

<strong>SPERGOLAIA. </strong>Un’oca lombardella minore in primo piano e un’oca selvatica in secondo piano nel parco della Maremma
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SPERGOLAIA. Un’oca lombardella minore in primo piano e un’oca selvatica in secondo piano nel parco della Maremma

Ci sono anche esemplari della rara "lombardella minore" spinta a sud dal gelo nei paesi dell'Europa dell'est

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GROSSETO. Un evento eccezionale per la Maremma. E in particolare per gli appassionati di "ornitologia". Sono almeno tremila gli esemplari di oche che hanno scelto di passare l'inverno dalle nostre parti, un numero mai raggiunto in passato. «Si tratta - dice Fausto Corsi, del Gom, Gruppo ornitologi maremmani - di un evento eccezionale». «E lo è sia per il numero, record di sempre, ma anche per la presenza di una specie molto rara».  Quest'inverno, infatti, complice il grande freddo che attanaglia l'Europa Centrale e Settentrionale, abbiamo in Maremma un alto numero di oche svernanti, nettamente superiore al record storico delle 2500 presenze di qualche anno fa.  Gli ornitologi del Gruppo ornitologico Maremmano hanno effettuato, in questi giorni, sopralluoghi nelle due aree di tradizionale presenza, il parco della Maremma e la Diaccia-Botrona, rilevando nel complesso oltre 2900 oche, senza poter visitare completamente le aree idonee. «Riteniamo - dice ancora Corsi - che l'accurato censimento che abbiamo in programma per metà gennaio permetterà di superare i 3000 individui».  Oltre alle oche selvatiche, sono presenti una decina di oche lombardelle e anche due oche lombardelle minori (Anser erythropus Linneo, 1758). «L'oca lombardella minore - spiega l'esperto - è una vera rarità, è una specie artica, con una popolazione europea stimata in sole 192-551 coppie, secondo quanto riportato dall'"Ornitologia italiana" di Brichetti e Fracasso, che sverna di regola sulle coste del Mar Caspio e nell'Europa orientale. La presenza nell'Europa occidentale è del tutto accidentale. Questa graditissima presenza conferma l'importanza a livello internazionale della zona costiera maremmana per lo svernamento delle oche, assieme al delta Padano (Veneto, Emilia-Romagna) e alla foce dell'Isonzo-Isola della Cona (Friuli Venezia Giulia), uniche zone italiane inserite in questo prestigioso elenco».  Gli ornitologi Grossetani che hanno effettuato i rilievi sono, oltre a Fausto Corsi, Marco Dragonetti, Fabrizio Farsi e Pietro Giovacchini.

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