Finanza
Giallo sulle bare, sigilli al cimitero
Federico Lazzotti
La denuncia: «Buttate in un cantiere», la San Lorenzo servizi si difende
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GROSSETO. Ci sarebbero presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti, in particolare casse da morto in legno, alla base del sequestro di oltre 20 mila metri quadrati nel cimitero di Sterpeto effettuato lo scorso 3 gennaio dal nucleo ambientale dei carabinieri di Grosseto che ha di fatto bloccato il cosiddetto cantiere Q1 dove si stavano costruendo 540 nuovi loculi.
Per il momento - spiegano gli stessi investigatori - non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, anche se i responsabili del cimitero hanno già messo al corrente i loro legali.
Determinante, nel proseguo dell'inchiesta, sarà verificare se all'interno del cantiere, ora sotto sequestro, magari nascosti in mezzo alla terra mossa, saranno ritrovati residui di legno bruciato. Questo - secondo i carabinieri - dimostrerebbe l'irregolarità nella gestione dello smaltimento dei rifiuti speciali quali sono i resti delle casse. «Faremo a breve delle verifiche», assicurano fonti investigative.
La San Lorenzo servizi, società a partecipazione pubblica che gestisce il cimitero di Sterpeto, adesso è finita sotto inchiesta. Così l'Srl parla attraverso il suo presidente Luca Merelli. «Il sequestro disposto dalla magistratura - spiega - come si evince dal relativo decreto, è diretto unicamente ad accertare se, in alcune occasioni, i residui delle casse di legno che vengono recuperate a seguito delle esumazioni, siano stati smaltiti mediante incenerimento anziché essere portati in discariche attraverso ditte specializzate come, invece, facciamo normalmente». E aggiunge: «Chi crede di poter trovare scheletri in quella zona si sbaglia di grosso. Quando effettuiamo le esumazioni chiediamo alle famiglie se vogliono partecipare».
A far scattare gli accertamenti dei militari una denuncia arrivata in Procura alcuni mesi fa, prima che all'interno del lotto Q1 iniziassero i lavori per la costruzione dei nuovi loculi: quasi un milione di euro d'investimento da consegnare, ultimati, entro settembre 2011.
Dal giorno della consegna della denuncia in Procura sono state due le visite degli investigatori. La prima, nel mese di ottobre, è stata una sorta di sopralluogo, la seconda, la mattina del 3 gennaio, gli investigatori sono invece arrivati con il decreto di sequestro preventivo.
Oltre alla zona sul lato sud del cimitero di Sterpeto, i militari hanno messo i sigilli anche a un piccolo appezzamento di terreno dalla parte opposta: la zona all'interno della quale - secondo l'ipotesi accusatoria - sarebbe avvenuta la distruzione della casse in legno prima del trasporto in quella che di lì a poco sarebbe diventata una zona cantierabile.
Se l'ipotesi di reato venisse confermata dalle indagini, sarebbe determinante accertare se il comportamento degli operai sia stato autonomo o se invece abbiano eseguito uno smaltimento non regolamentare dopo che qualcuno glielo ha ordinato.
Spiega ancora Merelli: «Lo smaltimento di questo tipo di rifiuti è particolare. Quando una cassa in legno viene esumata molto spesso è mezzo distrutta. Gli addetti devono recuperare i pezzi uno ad uno e inserirli in appositi sacchi che vengono chiusi e poi consegnati a delle ditte specializzate che si occupano dello smaltimento».
Un procedimento lungo e costoso dunque. Possibile che qualcuno abbia cercato una scorciatoia? Possibile - si domandano gli investigatori - che in vista dei lavori di ampliamento del cimitero sia stato possibile gettare quei rifiuti nella zona del cantiere per farli sparire e risparmiare qualche euro?
Per il momento - spiegano gli stessi investigatori - non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, anche se i responsabili del cimitero hanno già messo al corrente i loro legali.
Determinante, nel proseguo dell'inchiesta, sarà verificare se all'interno del cantiere, ora sotto sequestro, magari nascosti in mezzo alla terra mossa, saranno ritrovati residui di legno bruciato. Questo - secondo i carabinieri - dimostrerebbe l'irregolarità nella gestione dello smaltimento dei rifiuti speciali quali sono i resti delle casse. «Faremo a breve delle verifiche», assicurano fonti investigative.
La San Lorenzo servizi, società a partecipazione pubblica che gestisce il cimitero di Sterpeto, adesso è finita sotto inchiesta. Così l'Srl parla attraverso il suo presidente Luca Merelli. «Il sequestro disposto dalla magistratura - spiega - come si evince dal relativo decreto, è diretto unicamente ad accertare se, in alcune occasioni, i residui delle casse di legno che vengono recuperate a seguito delle esumazioni, siano stati smaltiti mediante incenerimento anziché essere portati in discariche attraverso ditte specializzate come, invece, facciamo normalmente». E aggiunge: «Chi crede di poter trovare scheletri in quella zona si sbaglia di grosso. Quando effettuiamo le esumazioni chiediamo alle famiglie se vogliono partecipare».
A far scattare gli accertamenti dei militari una denuncia arrivata in Procura alcuni mesi fa, prima che all'interno del lotto Q1 iniziassero i lavori per la costruzione dei nuovi loculi: quasi un milione di euro d'investimento da consegnare, ultimati, entro settembre 2011.
Dal giorno della consegna della denuncia in Procura sono state due le visite degli investigatori. La prima, nel mese di ottobre, è stata una sorta di sopralluogo, la seconda, la mattina del 3 gennaio, gli investigatori sono invece arrivati con il decreto di sequestro preventivo.
Oltre alla zona sul lato sud del cimitero di Sterpeto, i militari hanno messo i sigilli anche a un piccolo appezzamento di terreno dalla parte opposta: la zona all'interno della quale - secondo l'ipotesi accusatoria - sarebbe avvenuta la distruzione della casse in legno prima del trasporto in quella che di lì a poco sarebbe diventata una zona cantierabile.
Se l'ipotesi di reato venisse confermata dalle indagini, sarebbe determinante accertare se il comportamento degli operai sia stato autonomo o se invece abbiano eseguito uno smaltimento non regolamentare dopo che qualcuno glielo ha ordinato.
Spiega ancora Merelli: «Lo smaltimento di questo tipo di rifiuti è particolare. Quando una cassa in legno viene esumata molto spesso è mezzo distrutta. Gli addetti devono recuperare i pezzi uno ad uno e inserirli in appositi sacchi che vengono chiusi e poi consegnati a delle ditte specializzate che si occupano dello smaltimento».
Un procedimento lungo e costoso dunque. Possibile che qualcuno abbia cercato una scorciatoia? Possibile - si domandano gli investigatori - che in vista dei lavori di ampliamento del cimitero sia stato possibile gettare quei rifiuti nella zona del cantiere per farli sparire e risparmiare qualche euro?
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