Il dolore
Difetto al cuore, muore a 14 mesi
Francesca Gori
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LA TRAGEDIA. La bambina è morta al pronto soccorsoEra con la madre a Orbetello da due giorni, inutile la corsa notturna in ospedale
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ORBETELLO. Quello che resta del giorno di festa, della corsa in ospedale, della disperazione di una madre è il corpicino di una bambina di 14 mesi chiuso nella cella frigorifera dell'obitorio di Orbetello. Il corpicino di una bambina arrivata in Italia dalla Romania per festeggiare il Natale ortodosso. Morta la notte tra venerdì e sabato al pronto soccorso sotto gli occhi di una madre troppo giovane, appena diciassettenne, per vivere un dramma del genere. Il dramma della vita che diventa morte. Il sei gennaio, gli ortodossi celebrano il Natale. E la mamma della piccolina era arrivata a Terrarossa per festeggiare con degli amici. Diciassette anni, una ragazzina. Con lei, la sua bambina, di appena tredici mesi. Piccolissima, ma già segnata da una valvolopatia congenita. La giovane madre lo sapeva. Ma la bambina stava bene. Durante la serata di festa, però, qualcosa non è andato nel verso giusto. La piccola ha cominciato a respirare a fatica, a cambiare prima espressione, poi colore. Ci sono voluti pochi minuti alla ragazza e alla sua bambina per arrivare in ospedale accompagnata dagli amici che stavano festeggiando con lei. Una corsa disperata, l'ingresso al pronto soccorso a mezzanotte e quaranta. La bimba era già in arresto cardiocircolatorio, ma i medici hanno cominciato subito tutte le manovre di rianimazione possibili, per non perderla. Un minuto, due minuti, tre minuti. E ancora quattro, cinque, sei. Fino a mezz'ora. Trenta minuti lunghissimi, nei quali il pronto soccorso di Orbetello si è quasi fermato per tentare un miracolo. C'era il medico del pronto soccorso, c'era il pediatra e il rianimatore. E c'era una madre giovanissima in lacrime che è riuscita a dire ai medici soltanto che la sua piccolina soffriva di quel disturbo dalla nascita. Dopo mezz'ora, quegli uomini e quelle donne in camice bianco che hanno fatto di tutto per salvare la piccolina, si sono dovuti arrendere. E hanno dovuto mettere la firma sotto al certificato di morte della piccolina, tra la disperazione e l'incredulità della madre, e il dolore degli amici che erano con lei all'ospedale. Sono intervenuti anche i carabinieri di Orbetello che non hanno avuto bisogno di scrivere nemmeno una riga su questa morte. Nessuna responsabilità dei medici, nessun ritardo nei soccorsi. Soltanto il destino di una sera di festa che all'improvviso si è trasformata in tragedia, che all'improvviso è diventata una sera di morte. La piccolina è stata trasferita all'obitorio di Orbetello, dove resterà fino a domani, quando sul suo corpicino verrà fatta l'autopsia. Un esame che è stato richiesto direttamente dall'ospedale, dalla direzione e dai medici. Per scoprire le cause di quella morte. Quelle organiche, quelle fisiche. Il resto resterà, come sempre, inspiegabile. Come sempre, quando una mamma è costretta a sopravvivere alla morte del proprio figlio. Ieri a Terrarossa nessuno era capace di dare una spiegazione, di dire una parola su questa tragedia. La diciassettenne era arrivata a Orbetello due giorni fa. Era venuta a trovare i suoi amici, che gestiscono in estate la discoteca Exclusive. Ragazzi, uomini e donne che hanno lasciato la Romania per vivere nella cittadina lagunare dove la giovane era arrivata con la sua bambina per fare festa, per vedere le persone con le quali è cresciuta e che anni fa ha dovuto salutare quando si sono trasferiti in Italia. Era venuta qua per riabbracciarli e festeggiare. Invece, ha perso quello che più al mondo amava: la sua bambina, portata via da una malattia che forse poteva essere curata.
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