Sicurezza
La difesa. Riscontri insufficienti secondo il legale
«Attenzione al rischio di una psicosi collettiva»
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MASSA MARITTIMA. «Una psicosi collettiva, dai connotati pericolosamente contagiosi: molti potrebbero essersene approfittati, cavalcando l'onda dei reclami e delle proteste». Questa è stata una delle tesi sostenuta dall'avvocato Federico Bagattini, difensore di Zeroni. Insomma, non vi sarebbero sufficienti elementi di riscontro a tutti i comportamenti irregolari di cui sarebbero rimasti vittime i clienti. Come nel caso dei 50mila euro che gli sarebbero stati affidati a mano dalla figlia di una coppia che aveva venduto un immobile: denaro che l'allora direttore non avrebbe versato sul conto come concordato. Ma il giudice Puliatti arriva, per deduzione ma anche attraverso una testimonianza, ad attribuire una responsabilità precisa anche in questo episodio. Bagattini sottolinea anche che gli standard di vita del proprio assistito erano assolutamente compatibili con la propria posizione sociale ed economica. E che non è stato evidenziato alcun canale bancario dove possa ipotizzarsi la confluenza delle ipotetiche somme sottratte. Nessuna prova dell'utilizzo. Ma il giudice rileva che vi è comunque «piena prova nell'anello iniziale della catena degli eventi, l'indebito impossessamento delle somme».
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