Il Tirreno

Grosseto

L’INTERVENTO

Cara segretaria, basta liti torniamo a parlare alla gente

Iuri Barontini   Delegato assemblea regionale Pd

3 MINUTI DI LETTURA





Stiamo vivendo un momento politico frenetico e ricco di grandi indecisioni, i vertici del partito rincorrono se stessi e i ruoli di collocamento per il prossimo futuro a dispetto delle belle parole che molti esternano come grandi oratori, ma la sostanza resta la stessa i cittadini (soli) a guardare e vivere ogni giorno di più la difficoltà di sopravvivenza per arrivare alla fine del mese.  Resta inteso che il Pd può essere un grande partito se si assume il ruolo per cui era nato, la vocazione maggioritaria non è morta come qualcuno crede, ma per farla vivere bisogna creare le condizioni e dare linee guida condivise in favore dei cittadini che oggi non trovano più punti di riferimento veri per cui valga la pena battersi.  Noi crediamo nelle persone oneste che lavorano e che si battono ogni giorno per un futuro migliore per tutti e non per pochi, vogliamo un PD che ci tuteli e ci rappresenti ma non vogliamo uscire dalla crisi del Berlusconismo con sante alleanze provenienti da destra (Fini).  Dobbiamo essere noi il motore dirompente, i creatori della sintesi delle richieste dei nostri elettori.  E' troppo lunga l' attesa di sapere quale indirizzo programmatico vuole il vertice del Pd, la direzione si perde in alleanze, i cittadini vogliono le risposte ai problemi.  Basta agli incontri piramidali di solo vertice, ai salotti di partito, grandi o piccoli che siano, ora è tempo di programmi, scelte, risposte, scendere dal trono e parlare al cuore della gente, andiamo di casa in casa, ma con il programma del Pd e chi lo condivide contribuisca e si unisca a noi per renderlo migliore.  Bisogna battere questo governo! Certo, è un dovere morale e civile che ci deve unire.  Bisogna uscire da questa crisi monopolistica del Paese, e andare incontro a un Paese migliore, civile, democratico e pluralista. In molti stiamo lavorando per contribuire a sviluppare idee e progetti, ma solo se condivisi dagli elettori. Sì alle primarie, senza indugi, con un programma forte e chiaro che susciti emozioni e solo in quel momento prevarranno le persone di buona volontà.  Un centro sinistra che si rompe con la sinistra non è normale (vedi Gavorrano), mi ero già espresso sulla questione con il mio dissenso, e oggi dopo tutto quello che sta accadendo riconfermo con maggiore ragione di causa l'errore che una parte del partito democratico ha fatto. Un'altra scelta era possibile.  Basta a personalismi, dobbiamo viaggiare uniti per battere il sistema e le destre, non c'è permesso di litigare tra noi, i nostri elettori non lo vogliono, il rischio è che l' astensionismo prenda ancor più piede e diventi la regola, e io francamente non lo voglio.  Credo nella politica partecipativa, e non per una stupida diatriba tra persone. Il Pd sarà vincente se lotterà a fianco dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, degli studenti e sarà in grado di dare risposte sicure a chi come nel caso di Fiat con Marchionne, vuole togliere ai lavoratori diritti essenziali, conquistati con scioperi e lotte, sacrificio e sudore.  Questo è il Pd che vorrei, un partito democratico, un partito per il popolo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini