Il dolore
Toremar, dubbi sulla privatizzazione
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TRAGHETTI. In partenza per il Giglio e per Giannutri Brothel: «Senza liberalizzazione, penalizzati gli utenti»
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ISOLA DEL GIGLIO. «Toremar pubblica addio, atti finali di privatizzazione». Attilio Brothel, capogruppo di minoranza, non fa troppi giri di parole sulla vicenda della Toremar e ricorda che saranno probabilmente in quattro (Moby, Corsica Sardinia Ferries, i sudamericani Buquebus, e Toscana di Navigazione, capitanata da Lauro e allargata a imprenditori italiani tra cui elbani, livornesi, lucchesi) a presentare offerte pari alle richieste della Regione (relativamente al bando per il servizio di trasporto marittimo nell'Arcipelago Toscano) nei termini dei 30 giorni successivi alla notifica di ammissione. Nei trenta giorni si disputerà il vero match, con la valutazione delle offerte pervenute. Il tutto dovrebbe permettere al nuovo gestore di insediarsi il 1 aprile, quattordici mesi dopo il passaggio della Toremar nella completa disponibilità di una Regione che ha resistito alle pressioni di chi non ha mai accettato la completa privatizzazione della compagnia. «Da parte nostra - commenta - prendiamo atto delle notizie, raccomandando ai nostri amministratori, per la verità abbastanza defilati sulla vicenda, a causa di uno scarso interesse su una questione estremamente vitale per il Giglio e Giannutri, ed in particolare al sindaco Sergio Ortelli di evitare il rischio che la privatizzazione di un soggetto economico che opera in condizione di monopolio, dove non accompagnata dalla liberalizzazione del mercato, porti degli svantaggi alla collettività». Contemporaneamente, l'ex sindaco gigliese precisa che «non si può far finta di niente, rispetto alle difficoltà (di ogni genere) che da tempo stanno vivendo le isole minori, e per questo ritengo doverosamente che la Giunta dovrebbe prestare massima attenzione, perché sia assicurato in futuro un eccellente servizio di trasporto marittimo, un adeguato futuro del nostro turismo a favore delle diverse attività imprenditoriali, oltre che al mantenimento dei livelli occupazionali della società Toremar Spa». In conclusione Brothel dice: «Sono estremamente convinto di dover insistere sul'argomento affinché i nostri amministratori si sentano fortemente impegnati per far sì che i collegamenti marittimi, spina dorsale del principio di continuità territoriale, restino - come minimo - negli attuali margini di operatività per il Giglio, alla quale va aggiunta l'isola di Giannutri dove lo Stato - termina - non ha mai tenuto conto, inspiegabilmente, del principio di continuità territoriale». C.B.
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