Il dolore
«Sarà un'Arci più attenta ai conti»
Elena Caramelli
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ARCI. Il presidente Sensi Parla il neopresidente Sensi: impariamo dagli errori
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GROSSETO. Una gestione da riorganizzare, in primo luogo sotto il profilo economico. Il neoeletto presidente dell'Arci, Christian Sensi, consigliere comunale del Pd, spiega l'esigenza di gestire il comitato provinciale di Grosseto in maniera più imprenditoriale. Servono alcuni aggiustamenti e regole condivise da tutti, nel rispetto dei valori fondamentali dell'Arci, la quale basa il proprio lavoro sulla fiducia e sul volontariato. Sono proprio queste qualità che sembrano esser venute a mancare nell'ultimo triennio della presidenza di Marco Giuliani, durante il quale l'associazione ha dovuto affrontare seri problemi economici. «Le nostre difficoltà finanziarie - spiega Christian Sensi - sono legate ad errori causati dall'errata individuazione di alcune figure interne, le quali non sono più un rischio perché non lavorano più per questa associazione già da tempo». Ci sono però debiti da coprire. «I debiti passati saranno affrontati tramite alcuni strumenti finanziari che consentano una chiara visione della nostra situazione economica, e verranno risolti grazie al ricavato delle prossime iniziative. Per quanto riguarda i futuri progetti tutte le opere sono già stata finanziate. Spero che le lezioni del passato ci insegnino a tenere più sotto controllo il lavoro dei singoli». E d'ora in avanti, come vi muoverete? «Le nostre idee hanno come comune punto di forza la formazione e un necessario maggiore coinvolgimento dei singoli circoli. Le nostre sedi sono luoghi di aggregazione che richiedono considerazioni progettuali da parte delle istituzioni, e un appoggio concreto dal Comune, senza differenzazioni politiche, anche se le nostre iniziative interessano sempre l'ambito della sinistra o del centro sinistra». Qualche esempio? «Il circolo Khorakhané, in via Bassi, rappresenta uno dei centri Arci più grandi della Toscana. Ho scelto di non prendere decisioni sulle assunzioni e sui programmi interni, ma sono favorevole ad accettare la proposta dell'ultima assemblea, che prevede un cambio di gestione: alcuni iscritti si offriranno, come volontari, nella conduzione dell'attività, mentre l'associazione garantirà lo stesso supporto ricevuto dalle altre sedi, mantenendo il centro indipendente e autonomo, senza svilire quegli elementi di valore che lo hanno sempre caratterizzato come "casa del popolo". Ci sarà un incontro presto con il responsabile del circolo Arcobaleno di Preselle, rimasto inattivo per un anno a causa dei mancati aiuti finanziari nella ricostruzione del parcheggio, e saranno discussi tutti i punti per risollevare l'attività. L' associazione deve ancora valutare le iniziative estive, e non esclude l'eventualità di rientrare nella gestione nella "Cava" del Parco di Pietra di Roselle. Farne parte è stata una delle nostre migliori intuizioni e considero necessario riprendere in considerazione i rapporti con le altre associazioni culturali che adesso lo gestiscono». Il giovane presidente appare quindi fiducioso di dare una ventata di novità ad un'associazione che ha lasciato nell'ultimo periodo molti dubbi sulle sue condizioni economiche. Un problema che ha influito anche sulle capacità decisionali del mandato di Marco Giuliani.
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