Sicurezza
L'arte fotografica cerca casa
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MOSTRA. Gori (a sinistra) con Luzzetti e (a destra) il sindaco Bonifazi Il progetto dei fratelli Gori: un centro espositivo, la banca dati degli archivi e in futuro un vero museo
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GROSSETO. Ai grossetani la fotografia piace. E la Maremma è, da sempre, terra di straordinari fotografi e di altrettanto preziosi archivi, oggi custoditi gelosamente da chi li ha ricevuti in eredità. Un patrimonio che si può tenere chiuso e nascosto, o che invece si vuole far diventare "seme" per il futuro. Come è il caso della famiglia Gori, che del suo eccezionale tesoro di immagini tenta di fare un motore per un "rinascimento" della cultura fotografica in provincia. La mostra "Dai campi alle officine", allestita al Museo archeologico di piazza Baccarini, è stata prorogata quasi a furor di popolo. Ma Giovanni Gori, avvocato di professione e fotografo nel dna, con il fratello Enrico sogna di non fermarsi qui. Di non riposare sugli allori di questa riuscitissima iniziativa, ma anche e soprattutto di mettere a frutto questa esperienza così positiva. Allargandone i benefici all'intera città di Grosseto e soprattutto ai tanti talenti - più o meno noti, più o meno nascosti, più o meno eccellenti - che la popolano. Ecco allora la nuova sfida. Un progetto per realizzare a due passi dalle Mura Medicee un centro espositivo della fotografia, con l'ambizione di partire da qui per arrivare poi col tempo a un vero e proprio museo dell'arte fotografica. Lo spazio per cominciare c'è già. È un fondo di una quarantina di metri quadri in via Porciatti, di proprietà di Giovanni Gori. L'idea è, appunto, di attrezzarlo a centro espositivo permanente. E per questo i fratelli Gori hanno partecipato al bando comunale che - ogni anno - assegna l'8% degli oneri concessori di urbanizzazione al sostegno di opere sociali e culturali. Nell'attesa, Giovanni Gori spiega volentieri i punti cardine del suo progetto. «Vogliamo creare un centro espositivo della fotografia, non solo spazio dell'Archivio Gori ma anche e soprattutto stimolo per artisti maremmani e italiani, giovani e non». L'idea della prima mostra c'è già: le straordinarie foto di Iacopo Iacopozzi, ex coordinatore italiano della Associated Press oggi di casa in Maremma. Da Gheddafi a Papa Giovanni Paolo II, immagini che hanno raccontato i grandi fatti del mondo dalle pagine dei più importanti giornali e rotocalchi internazionali. «Con il contributo del Comune - spiega Gori - potremo tenere aperto questo spazio per almeno cinque anni, come previsto dal bando, facendo di Grosseto uno dei cinque o sei luoghi cardine della cultura fotografica in Italia». Dopodiché, se tutto andasse come deve, si potrebbe cominciare ad avviare il percorso per una grande banca dati degli archivi fotografici di Maremma per arrivare infine, perché no, al Museo della Fotografia.
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