Italia
LINTERVENTO
Idee confuse per il rilancio
Roberto Aureli
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L'intervista pubblicata sul Tirreno che disegna una città pronta a sbocciare è divertente. Capisco che la morente giunta Bonifazi possa solo affidarsi ai poteri taumaturgici delle parole ma relegare alla realizzazione di un'opera come quella del Centro degli etruschi - peraltro priva ancora di molti milioni di euro - di cui nessun grossetano sentiva l'immediata mancanza, la rinascita cittadina è quantomeno velleitario. Intanto non si capisce il perché dell'ubicazione nel piazzale dei circhi che dovrà essere realizzato altrove oppure l'attività circense verrà allontanata da Grosseto?. Poi nella logica del recupero del patrimonio edilizio - termini di cui tutti si riempiono la bocca - non era meglio riutilizzare lo scheletro delle mancate terme di Roselle e ridisegnare questa frazione come vera città Etrusca creando quell'impulso al turismo culturale e spero termale di cui la frazione ha bisogno vitale? Nel merito poi del progetto presentato - che dalle poche immagini a me ricorda molto un "ciambellone" della nonna - non doveva e non era obbligato il Comune a bandire un concorso per la sua esecutività? Ricordo le affermazioni dell'assessore Frosolini in relazione proprio al concorso che sicuramente avrebbe dato spazio anche a qualche giovane architetto forse meno contiguo ad interessi propagandistici del momento. Un'ultima considerazione riguarda le sorti della biblioteca Chelliana, impropriamente citata. Descrivere l'edificio Mensini come difficilmente accessibile quando ha a nemmeno centro metri un capiente parcheggio per auto e sulla via Mazzini una futura rastrelliera per biciclette, significa riconoscere a tutte le funzioni del nostro piccolo centro storico la loro inaccessibilità. E questa mi pare proprio un'arcaica ed antistorica posizione in cui si pretende di raggiungere ancora la pinacoteca, o il museo o la cattedrale in macchina. Anche nei nuovi centri commerciali il parcheggio è spesso lontano un centinaio di metri. E poi traslocarla ancora dalla sua naturale storica sede, a parte l'aspetto storico-architettonico-conservativo appunto, obbligato anche da norme regionali e comunali, non significa costruire ancora saccheggiando quella campagna e quel territorio che nell'apertura d'articolo si vorrebbe preservare? Concludendo credo che molti grossetani si siano accorti che le demagogiche affermazioni tese a mistificare la realtà - non esiste degrado sui giardini delle mura solo perché è territorio off-limits; non c'è degrado sulla vergognosa pavimentazione del centro solo perché non ci sono mai cascati o non portano scarpe col tacco; non c'è degrado nell'ospedale vecchio solo perché le piante lo coprono quasi completamente alla vista - abbiano il naso lungo e le gambe corte come le bugie di Pinocchio.
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