Il Tirreno

Grosseto

Sequestro Veliero, stop del Tar

Paola Villani
Sequestro Veliero, stop del Tar

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Il Tar ferma il Comune di Follonica e per ora il residence "Veliero" rimane alla cooperativa. Prima vittoria dei proprietari, che dichiarano guerra all'amministrazione, accusandola di aver fatto atti illegittimi e di aver arrecato loro danni gravissimi dei quali dovrà rispondere. Una vicenda complicata, che ha inizio nel maggio scorso quando, dopo alcune verifiche, l'amministrazione follonichese contestò abusi edilizi alla cooperativa Aurelia, proprietaria del Veliero.

Case mobili collocate in modo stabile, quindi inamovibili: 190 delle 264 piazzole all'interno della struttura. Ciò significa che in quei casi veniva meno l'offerta turistica, trasformando quelle costruzioni in seconde case per i soci. Nei mesi scorsi la cooperativa ha provveduto a eliminare gli abusi: sono rimasti però i contratti pluriennali, non legittimi, che consentono ai soci di usufruire in maniera permanente di quelle casette. Di conseguenza l'amministrazione, come previsto dalle norme, con un'ordinanza ha stabilito di acquisire l'intera struttura per poi inserirla nelle proprietà comunali. Ora il Tar ha bloccato tutto: ieri mattina gli agenti della municipale e i tecnici del Comune dovevano essere al Veliero alle 10 per procedere al sequestro, invece come una doccia fredda è arrivata in tempi record, solo due giorni, la sospensiva del Tribunale, che adesso dovrà stabilire dove sta la ragione. Intanto dai soci arrivano dichiarazioni pesanti nei confronti dell'amministrazione accusata di aver emanato «atti illegittimi, contradditori rispetto ai precedenti provvedimenti, in violazione» addirittura «del principio di buona fede e del legittimo affidamento del privato nell'attività dell'ente pubblico». «Aurelia Parco Vacanze il Veliero, innanzi alle notizie diffuse nei giorni scorsi - spiegano dalla cooperativa - circa il provvedimento del Comune del 22 dicembre 2010 e la nota seguente del 31 dicembre, conclusivi del procedimento di acquisizione gratuita della struttura turistica di cui è proprietaria, tiene a precisare che quelli che sono stati definiti l'epilogo della vicenda che vede protagonista l'amministrazione comunale, si ritengono atti illegittimi, già oggetto, a distanza di pochi giorni dalla loro emissione, di un decreto con il quale, il 4 gennaio 2011, il Tar ne ha sospeso gli effetti».

E ancora: "Come il Tribunale avrà modo di valutare, la cooperativa ritiene che il Comune abbia agito attraverso atti contraddittori rispetto ai precedenti provvedimenti, in violazione del principio di buona fede e del legittimo affidamento del privato nell'attività dell'ente pubblico». I soci giustificano queste parole spiegando come comunicazioni come quella relativa all'acquisizione siano state date sempre a ridosso delle festività, in periodi quindi insoliti. «Questo comportamento non ha consentito un confronto con la Cooperativa e non ha tenuto conto di molti aspetti rilevanti della vicenda».

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