Il Tirreno

Grosseto

Rivoluzione in divisa Carabinieri in strada e caserma mobile

Federico Lazzotti
<strong>COMANDANTE PROVINCIALE </strong>Rocco Carpenteri durante la conferenza sui risultati dei carabinieri durante il 2010
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COMANDANTE PROVINCIALE Rocco Carpenteri durante la conferenza sui risultati dei carabinieri durante il 2010

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I numeri non fanno la felicità di chi li ascolta ma quando si tratta di reati, denunce e sequestri allora sono un punto di partenza per capire lo stato di salute di un territorio e il livello di sicurezza percepito dai cittadini che lo abitano e come questi lo vivono.  Così chiedere al colonnello Rocco Carpenteri, comandante provinciale dei carabinieri, come sta la Maremma criminale vuol dire scoprire che in provincia di Grosseto nell'ultimo anno sono stati denunciati venti delitti al giorno, «la metà - spiega il comandan te - sono furti: in casa, ma anche per strada. Nell'ultimo anno sono stati circa quattromila.

E sono in crescita gli scippi».  Numeri. Come quelli che raccontano dell'incremento degli arresti, passati dai 234 del 2009 ai 281 dell'ultimo anno. Fino a scoprire che l'entrata in vigore della legge sullo stalking e il successivo accordo tra Procura della Repubblica, Asl 9 e forze dell'ordine ha permesso di triplicare gli arresti e aumentare di un terzo le denunce che rigurdano gli atti persecutori. «Servono gli strumenti per raggiungere un qualsiasi risultato», sottolinea Carpenteri.  Ecco perché il comandante quando si parla del ruolo futuro del carabinieri all'interno sul territorio ripete come un karma due concetti chiave: vicinanza al cittadino e prevenzione. Le parole "crisi" e "tagli del Governo" non escono mai dalla sua bocca, le aggira parlando di «razionalizzazione dei processi in base ai finzanziamenti che avremo a disposizione». E garantisce che «nessuna stazione sarà soppressa». Ma aggiunge: «È impossibile, oggi, pensare di poter tenere aperta per 12 o 24 ore una piccola stazione e allo stesso tempo essere sul territorio e far sentire la nostra presenza. Un esempio? In inverno è uno spreco inutile tenere l'ufficio di Castiglione sempre aperto, mentre è determinante che questo servizio venga offerto durante il periodo estivo. Dobbiamo in tutti i modi cercare di andare noi dal cittadino e organizzare turnazioni che permettano di raggiungere l'equilibrio tra esigenze e risorse».  Due le carte su cui il comandate punterà nei prossimi mesi per completare il suo progetto e dare un senso di sicurezza maggiore: le stazioni mobili e il carabinieri di quartiere. Il loro minimo comune denominatore sta in tre parole «alleggerire la logistica».  «Le cinque compagnie della provincia ne hanno una ciascuna - spiega il colonnello - nei prossimi mesi saranno dislocate di volta in volta nelle zone più delicate di ogni territorio e dovranno essere una sorta di ufficio mobile dove chi ha bisogno può rivolgersi con la certezza di trovare un aiuto». L'obiettivo è quello che da subito le stazioni mobili siano in grado di ricevere le denunce dei cittadini. Discorso leggermente diverso per il carabinieri di quartiere. «È una presenza, collegata sempre con la sala operativa, che da un lato scoraggia i criminali e dall'altro rassicura commercianti e residenti». 

L'ultimo messaggio è per le fasce più deboli, anziani sì, ma soprattutto i più giovani e in particolare il loro rapporto con l'auto, l'alcol e le droghe. «Prima - ammette - certi numeri non li guardavo ma dopo due anni in Maremma mi sono accorto che le morti che avvengono qui toccano tutta la comunità. Sono dolori di tutti. Dolori che sentiamo vicini. Ecco perché continueremo a controllare il territorio con servizi di prevenzione». Perché i numeri non fanno la felicità ma aiutano a non avere paura.

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