Il Tirreno

Grosseto

E alla fine nessuno è contento

<b>IL CONFRONTO </b>Gloria Faragli di Confesercenti e l&#146;assessore Moreno Canuti
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IL CONFRONTO Gloria Faragli di Confesercenti e l’assessore Moreno Canuti

Cisl, Cgil e Confesercenti: «Troppo poco». Delusa la grande distribuzione

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 GROSSETO. Il Comune sceglie la via di mezzo, concede tre chiusure in più ma non cede alle richieste di chi vuole saracinesche abbassate à go go. E scontenta tutti o quasi. È sorpreso e amareggiato Alessandro Gualtieri, Cisl. «A nostro parere- spiega - l'incontro di oggi (ieri per chi legge, ndc) non è andato affatto bene. L'andamento della concertazione sembrava andare verso posizioni del tutto opposte e siamo molto sorpresi della proposta dell'assessore Canuti».  Stessa delusione per Gloria Faragli, Confesercenti. «La proposta del Comune - spiega - è molto lontana dalla nostra richiesta di ridurre le domeniche di apertura rispetto all'ordinanza vigente. La situazione ottimale per noi è che consentire l'apertura solo la seconda domenica del mese. Capisco che bisogna venirsi incontro ma, sinceramente, mi aspettavo uno sforzo in più da parte dell'amministrazione, anche alla luce dei risultati dell'osservatorio. Tuttavia pensiamo che ci siano ancora i margini per una mediazione, ad esempio proponendo non un numero secco di domeniche senza shopping ma una variazione delle aperture nei diversi periodi dell'anno».  Non perde la fiducia Andrea Ferretti di Cgil. «La nostra impressione - spiega - è che un'ulteriore mediazione si possa comunque trovare, aumentando le chiusure. Non abbiamo ancora pensato al numero ideale di domeniche senza shopping da suggerire al Comune, ma partiamo dalla legge regionale che è molto restrittiva e, pur rendendoci conto che non è possibile arrivare a sole dodici aperture all'anno, continueremo a sostenere una maggiore restrizione».  «Secondo noi le chiusure domenicali dovrebbero essere molte di più - spiega Giuseppe De Martis di Federconsumatori - anche se per difendere i negozi di vicinato non basta imporre più chiusure. Questa è solo una difesa di retroguardia. I problemi sono altri, ma è già tardi: i centri commerciali sono già arrivati».  Per la grande distribuzione, invece, il bicchiere è tutto sommato mezzo pieno. «Per noi - spiega Maria Teresa Casalino della segreteria di Legacoop - la conferma della vecchia ordinanza potrebbe anche andar bene perché rispetto alla situazione attuale non è un gran cambiamento».  Più accigliato il commento di Paolo Degli Innocenti di Ancd, nonché presidente di Clodia commerciale, società che raggruppa i negozi Conad di Grosseto. «Togliere la possibilità di stare aperti per altre tre festività significa perdere 1.800 ore di lavoro in seguito al mancato fatturato. Lo abbiamo ribadito al tavolo di concertazione, al quale abbiamo sempre sostenuto di concedere più aperture possibile. Capisco che l'amministrazione deve tener conto di tutte le forze in campo e con tante spinte per la chiusura - seppur un po' ammorbidite, o così mi è sembrato - non è facile accontentare tutti. Insomma, poteva andar peggio». F.F.

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