Il Tirreno

Grosseto

Botte alla moglie perché non cucina

Marito violento patteggia cinque mesi di carcere

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 GROSSETO. La violenza questa volta è scattata in cucina. Perché la moglie ha incrociato le braccia e ha deciso di non preparare più piatti gustosi al marito manesco. Un uomo di 41 anni ha patteggiato una condanna a cinque mesi di carcere (con sospensione condizionale) per maltrattamenti in famiglia.  Minacce di morte, botte, offese. Fino a pronunciare quella frase: «Sei una stupida, sei una nullità, non sei capace di fare nulla, non cucini mai». È toccato di nuovo al giudice per l'udienza preliminare Marco Mezzaluna occuparsi dell'ennesimo caso di violenza scoppiato dentro le mura di una casa. Marito e moglie, una vita apparentemente normale. Ma quelle parole, pronunciate spesso, accompagnate dalle botte, intervallate dalle minacce di morte hanno creato in quella donna moldava che aveva creduto nell'amore per quell'uomo, uno stato di sofferenza, fisica e morale, che nessuna pena potrà mai lenire. Il pm Giuseppe Coniglio ha accettato la richiesta di patteggiamento presentata dall'imputato attraverso il suo difensore, l'avvocato Cecilia Dragotta. E l'uomo è stato quindi condannato a cinque mesi e venti giorni di reclusione con la sospensione condizionale. Una pena che il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto potesse, almeno in parte, ripagare la donna delle continue vessazioni subite. Una donna che ora potrebbe anche riscoprire il piacere di cucinare. Non per il marito manesco, ma anche solo per se stessa. F.G.

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