Il Tirreno

Grosseto

Festa di emozioni a Nomadelfia per Angelo Bagnasco

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IN COMUNITÀ L’incontro con le famiglie

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 GROSSETO. Nel giorno in cui Nomadelfia celebra l'80º anniversario dell'ordinazione sacerdotale del suo fondatore, don Zeno Saltini, e ne ricorda il 30º anniversario della morte, la comunità cattolica alle porte di Grosseto ha ricevuto ieri la visita del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova.  Ad accoglierlo c'erano il vescovo di Grosseto Franco Agostinelli, don Ferdinando, successore di don Zeno, il presidente della comunità Francesco, Massimo Cenci, rappresentante della Santa Sede a Nomadelfia, e Irene, prima mamma per vocazione. Il cardinale ha trascorso la giornata con le cinquanta famiglie che compongono la comunità visitando un nucleo familiare, la scuola e la tomba di don Zeno, sulla quale ha pregato, e celebrando la messa nella chiesa della comunità. Bagnasco ha anche visitato una persona ammalata di Sla e incontrato don Stefano, un sacerdote di Genova al quale ha permesso di trascorrere tre anni nella comunità.  Nel pomeriggio Bagnasco ha proseguito la sua visita all'azienda agricola, al centro audiovisivo, all'archivio storico e alla mostra fotografica che ripercorre dall'inizio del'900 fino al 1981 le tappe fondamentali della storia di don Zeno e di Nomadelfia.  Bagnasco è il primo presidente della Conferenza episcopale italiana a visitare Nomadelfia, fondata all'inizio degli anni '50 e che nel 1989 ospitò Giovanni Paolo II. «Questa è un'occasione - ha spiegato Bagnasco - per incontrare una realtà di cui ho sempre sentito parlare ma che visito direttamente per la prima volta».  E la comunità ha fatto breccia nel cuore del cardinale che, durante l'omelia, l'ha definita «un'intuizione felice e provvidenziale di don Zeno che arricchisce la moltitudine dei carismi con i quali lo Spirito abbellisce il volto della Chiesa». «La fraternità evangelica, la coscienza vivissima della centralità della famiglia, l'accoglienza di chi ha bisogno di genitori - ha detto rivolto ai nomadelfi - qualificano la vostra vita e fanno della vostra parrocchia non qualcosa di estraneo ma di famigliare, un segno della nostra origine e del nostro futuro».  Particolarmente toccante è stato l'incontro con Irene, la prima mamma per vocazione ad accompagnare nel 1941 don Zeno in Maremma. Bagnasco ha anche partecipato alla cerimonia di affido di sette nuovi figli ad altrettante famiglie e, sottolineando l'importanza dell'affidabilità, il cardinale ha aggiunto che «la vita chiede di fidarci di qualcuno, in casa e fuori» in quanto «essere affidabili significa parlare e agire senza calcoli proprio perché si è liberi».  Un pensiero è andato al papa, un «punto sicuro della verità della fede e dell'agire morale in mezzo al disorientamento», e uno alla strage di cristiani di Alessandria. Il cardinale ha invitato a pregare per loro e per tutti i cristiani perseguitati nel mondo ma «anche per i persecutori, perché si aprano alla luce e all'amore di Dio».  La giornata si è conclusa con il saluto di tutta la comunità e l'abbraccio dei figli più giovani che hanno suonato e cantato per il loro ospite. F.F.

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