Il Tirreno

Grosseto

Attorno al tavolo tutti contro tutti

<strong>GUERRA. </strong>Clienti in un negozio di Grosseto
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GUERRA. Clienti in un negozio di Grosseto

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GROSSETO. Convocato con un fax inviato il 30 dicembre, stamani alle 9,30 torna il tavolo di concertazione sul commercio e sulle aperture nei giorni festivi. Attorno al tavolo si trovano posizioni contrapposte.

Da una parte ci sono i sindacati dei lavoratori, un gruppo di commercianti, parte delle associazioni che chiedono l'annullamento della deroga e il rispetto delle direttive regionali. Dall'altra ci sono la grande distribuzione, un'altra fetta di commercianti e, compatti, tutti i consumatori, che chiedono che le aperture siano libere e a discrezione degli imprenditori stessi.  Anche la Regione, comunque, sta pensando ad una revisione delle norme. Probabile quindi che il Comune decida di attendere ancora, confermando la delibera della prima deroga e revocando la "deroga della deroga", che consentiva l'apertura anche la terza domenica nei mesi dei saldi.  Intanto, ieri, è arrivata una nota dei sindacati, ovviamente schierati con i dipendenti di negozi e supermercati. «Nella discussione - scrivono Andrea Ferretti, Cgil, Alessandro Gualtieri, Cisl e Enrica Buono, Uil - si tende a scordare troppo spesso che l'articolo 80 comma 4 del Codice del Commercio prevede che gli esercizi del commercio al dettaglio in sede fissa sono obbligati ad osservare la chiusura domenicale e festiva, fatta salva la possibilità di derogare per comprovate necessità, per rilevanti esigenze di servizio e altre motivazioni simili salvaguardando la garanzia della tutela dei diritti dei lavoratori. Nella gran parte dei capoluoghi della Toscana le aperture annualmente previste sono in media 20, con alcune eccezionalità più ampie (vedi centro storico di Firenze) dove esiste un flusso turistico rilevante e non ipotetico. Nel comune di Grosseto è stato scelto di dare la possibilità più ampia alle località costiere. Vogliamo inoltre ricordare che in Toscana, e non solo, gli ipermercati aprono una domenica al mese (vedi i Gigli di Firenze, Le Fonti del Corallo di Livorno, l'Ipercoop di Sesto Fiorentino) e che le dichiarazioni del presidente di Unicoop Firenze affermano che stare aperti la domenica non porta consumi in più ma solo disagi per i lavoratori e aumento dei costi per le aziende e di conseguenza per i consumatori. Sul fronte occupazionale riteniamo che l'occupazione si muova con i consumi. I dati del 2009 e del 2010 ci confermato la tendenza secondo la quale la maggior parte dell'occupazione si sia persa nella piccola distribuzione e come questa abbia coinciso con lo spostamento dei consumi verso la grande distribuzione.

In conclusione riteniamo che a Grosseto ci siano le condizioni per un accordo che preveda l'adeguamento agli altri capoluoghi di provincia toscani, la salvaguardia delle festività principali e dei livelli occupazionali raggiunti negli esercizi del nostro comune».  Sulla vicenda torna a intervenire anche Giampaolo Baldi, uno dei "leader" dei commercianti che chiedono più chiusure obbligatorie. E contesta la posizione di Federconsumatori pubblicata ieri dal nostro giornale: «La motivazione che "il Comune non può rilasciare una licenza di tali dimensioni e poi imporre di chiudere la domenica" insinua qualcosa che non comprendiamo. Era forse stato promesso alle attività che hanno aperto al centro commerciale Aurelia Antica al Casalone l'apertura di tutte le domeniche? Hanno queste attività commerciali la libertà di stare chiusi? Tutti gli operatori commerciali sapevano benissimo che l'ordinanza 138 del Comune di Grosseto, come specifica all'articolo 9, sarebbe stata sottoposta a verifica e monitoraggio. Abbiamo fatto un giro su internet per vedere gli orari di apertura di Mediaworld nei Centri Commerciali della Toscana dove è presente. Il risultato è scontato: l'unico centro commerciale che pubblicizza l'apertura dal lunedì alla domenica è Grosseto».  Tutti contro tutti insomma. Difficile che in questo clima il Comune decida di andare nell'una o nell'altra direzione.

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