Finanza
Un "caro" addio alla plastica
Gabriele Baldanzi
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BIODEGRADABILI. I nuovi sacchetti in uso nei supermercati cittadini I sacchetti bio nei supermercati costano anche tre volte di più
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GROSSETO. «Il sacchetto è gratis, lo vuole?». Si rivolge così, al cliente, la cassiera del supermercato Pam di via del Sabotino, spiegando che qui - ancora per qualche giorno - si regalano. Fino all'esaurimento delle scorte - infatti - saranno regalati a chi fa spesa i sacchetti di plastica "inquinanti", quelli che dal 1 gennaio - da Bolzano a Ragusa - il Governo ha deciso di mettere al bando. Ancora tre giorni e poi anche alla Pam arriveranno le buste naturali, meno resistenti, dall'odore non proprio gradevole, biodegradabili. Il prezzo? Otto centesimi. E' l'eccezione che conferma la regola, quella di Pam, perchè già da ieri anche in Maremma, in (quasi) tutti i negozi e i supermercati, al posto della vecchia borsina - pagando tra i 7 e i 10 centesimi di euro - si riceve il sacchetto Mater Bi, realizzato con mais o amido di patate. L'alternativa è la busta di carta, oppure la borsa di cotone o juta, lo shopping-bug di tessuto (che però bisogna portarsi appresso). Aduc, una delle innumerevoli associazioni a garanzia dei diritti di utenti e consumatori, ieri ha preso posizione su questa novità. «Bene ha fatto il ministro dell'Ambiente - si legge in una nota - ad insistere perchè la scadenza fosse rispettata. Non vi è dubbio che i consumatori ai quali verrà spiegato il motivo di questa decisione saranno ben contenti di rinunciare alle borsine di plastica per tornare a quelle di tela o ad altri contenitori "ecologici"». Aduc, però, si domanda perchè i nuovi sacchetti devono costare così cari. «Alcuni negozi li danno anche a 10 centesimi l'uno. Il motivo lo conosciamo ed è l'abituale speculazione che gli operatori del commercio fanno ogni volta che si presenta l'occasione. Noi invitiamo a fare attenzione a questi prezzi, di portarsi la borsa da casa e, extrema ratio, scegliere di fare la spesa nei negozi di chi non lucra sull'addio alla plastica». Per rendersi conto dell'attendibilità di questa notizia siamo andati a fare un giro in alcuni supermercati cittadini. «Alla Sma - spiega Maurizio Isticato, responsabile del punto-vendita di via Scansanese - li mettiamo 7 centesimi l'uno. Costano più di prima perchè sono aumentati i costi di produzione e quindi di acquisto da parte nostra. In questi giorni, però, continuiamo a dare anche quelli non biodegradabili, gratuitamente, finchè ci saranno». Nove centesimi è il prezzo delle buste Mater Bi (fornitura Novamont) nei negozi UniCoop, dove i vecchi sacchetti sono scomparsi già dall'ottobre del 2009. «Per noi la novità di questi giorni non esiste, non cambia nulla - sono parole di Beatrice Ramazzotti, dell'ufficio comunicazione di Unicoop Tirreno - da un anno e mezzo abbiamo messo al bando la plastica e lavoriamo con i Mater Bi, ma soprattutto facciamo una capillare campagna di sensibilizzazione affinchè il cliente si porti le buste, riutilizzabili, da casa». Si spiega così anche il prezzo del sacchetto bio, leggermente superiore alla concorrenza proprio per incentivare l'altra pratica. Infine Conad. A parlare è Paolo Degl'Innocenti, il volto che nelle ultime settimane abbiamo associato al superstore del centro commerciale Aurelia Antica. «Nei nostri punti vendita le nuove buste costano 8 centesimi. La campagna di diffusione l'avevamo già avviata. Nessun problema, quindi, a recepire la disposizione del Ministero dell'Ambiente».
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