Finanza
La messa può attendere
Francesca Ferri
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LA SCALINATA del duomo da sempre ostacolo invalicabile per chi si muove in carrozzella Rampa di accesso al duomo, tempi ancora lunghi
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GROSSETO. Arriva il bando del concorso di idee per realizzare la rampa di accesso al duomo, ma per chi è in carrozzina e spera di sentir messa in cattedrale il cammino è ancora in salita. Non c'è alcuna certezza che, dopo le fatiche degli architetti chiamati a presentare le loro proposte, l'opera sarà realizzata. E nell'ipotesi che si trovi il progetto condiviso da Curia, Comune e soprattutto Soprintendenza, i tempi già di per sé biblici si allungano ancora di più. Il bando uscirà, se tutto va bene, con tre mesi di ritardo. Atteso per lo scorso ottobre, sarà pubblicato entro la fine di gennaio, come spiega Don Franco Cencioni, preposto del capitolo della cattedrale. Fonti vicine alla Curia parlano del 22 gennaio, ma solo la prossima settimana sarà comunicata la data precisa. Una volta uscito sulla Gazzetta Ufficiale, poi, il bando non scioglierà alcuni nodi cruciali. Di certo si sa che la rampa dovrà necessariamente collocarsi sul fronte meridionale della cattedrale, quello che dà su piazza Dante; dovrà essere integrata in modo funzionale ed estetico con gli edifici intorno e dovrà assicurare l'accesso alle persone, qualunque sia il loro handicap. Non si conoscono ancora i termini entro cui presentare i progetti, ma fin d'ora trapela che la spesa non dovrà superare 65mila euro, costi tecnici e iva compresi. Il concorso, infine, è riservato ad architetti e ingegneri edili di tutta Italia. L'esito della gara e la proclamazione del vincitore avverranno presumibilmente entro 135 giorni dall'uscita del bando, dunque verso la fine di maggio. Al vincitore andrà un premio di 2.500 euro; al secondo, terzo, quarto e quinto classificato la giuria potrà destinare un rimborso spese complessivo di 2mila euro, da dividersi fra tutti. Fin qui, tutto chiaro ma ci sono anche altri aspetti che mettono in dubbio la capacità di questo bando di risolvere una volta e per sempre la questione della realizzazione della rampa. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il bando conterrebbe una clausola secondo cui la giuria chiamata a scegliere il progetto migliore si riserverebbe la facoltà di non decretare affatto un vincitore. La cosa in sé non deve sorprendere; non è detto, infatti, che alla Curia piacciano per forza i progetti presentati. Ma c'è un dettaglio in più. Se anche fosse decretato un vincitore, questi non si vedrà assegnare automaticamente l'incarico di realizzare i lavori. Solo se si deciderà di eseguirli verrà incaricato il vincitore del concorso, una decisione che spetta in modo insindacabile alla Curia. Tutto, poi, andrà comunque rimesso nelle mani della Soprintendenza, cui spetta l'ultima parola. Insomma, la città dovrà attendere ancora diversi mesi prima di vedere il progetto della rampa e l'attesa potrebbe essere comunque vana. Del resto, ai tempi lunghi si è ormai abituati. Con un vero esercizio di pazienza la Curia cerca da dieci anni di costruire una rampa per i disabili. Lo scorso aprile la Soprintendenza ha bocciato definitivamente l'unico progetto che sembrava accontentare tutti, quello di uno scivolo laterale in luogo di una vecchia scalinata abbattuta nell'800. All'indomani del no della neo nominata soprintendente Emanuela Carpani, il ministro Bondi in prima persona si affrettò a tranquillizzare i grossetani: la rampa, disse, si farà. Quindi, l'iniziativa della Curia di bandire un concorso di idee, ma solo per scrivere il testo del bando c'è voluto quasi un anno. Più insormontabili dei sette gradini del duomo, insomma, sembrano essere i ben più ripidi ostacoli parati dalla burocrazia.
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