Lutto
Luigi Bellumori chiarisce: «L’ho fatto solo per la trasparenza»
Il sindaco paga la Corte dei Conti poi diffonde la sentenza di condanna
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SINDACO. Luigi Bellumori2 MINUTI DI LETTURA
CAPALBIO. «Un atto di trasparenza per il ruolo che rivesto». Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, sulla vicenda della vendita dell'ex biblioteca comunale alla banca Costa d'Argento era stato condannato dalla Corte dei Conti al pagamento di 3418,50 euro. Il caso risale al periodo dell'Amministrazione Biagi. I termini scadevano ieri. E Bellumori, all'epoca dei fatti vicesindaco, ha annunciato di aver ottemperato al tutto (alla cifra sopra citata vanno aggiunti 8,71 euro di "interessi decisione condanna" e 204,39 euro quale "quota parte delle spese generali"). Il sindaco capalbiese, infatti, ha così commentato: «Non ho ritenuto di ricorrere in appello. Mi è parsa una decisione opportuna, per gli obblighi che ricopro». Anche Filippo Rinaldi, Aldo Albini e Rossano Albanesi (che sedevano in giunta) dovevano versare la stessa cifra comminata all'attuale primo cittadino. Albini, contattato telefonicamente, ha rivelato che si sarebbe incontrato in serata (ieri ndc) con l'avvocato e che, comunque, era intenzionato a ricorrere contro il giudizio della Corte. Lucia Biagi e il responsabile del procedimento, l'architetto Giancarlo Pedreschi, furono sanzionati a rifondere i conti pubblici erogando 10.255, 50 euro ciascuno. Pedreschi, dal canto suo, ha specificato che ha tempo «per prendere una decisione sino al 10 gennaio» e che allo stato attuale delle cose è molto propenso a ricorrere. Ad essere contestato è stato il canone dell'affitto: se quello concordato con la banca era di 1.500 euro mensili, quello che la Corte, a seguito di una stima, ha ritenuto idoneo era pari a 2.265 euro. La Biagi, a seguito della decisione della Corte dei Conti, dichiarò: «Prendo atto che a fronte di una richiesta di 218mila euro di danno, le cifre sono un po' diverse. Per quanto riguarda la sentenza annuncio la volontà di ricorrere in appello. Mi riservo ulteriori commenti dopo aver compiuto una lettura più approfondita del giudizio». (cb)
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