Proteste
E il progetto "megascalinata" torna in campo
Bocciato dalla Soprintendenza, ma l'architetto Vero ha intenzione di ripresentarlo
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GROSSETO. Per il bando in arrivo un progetto c'è già. È quello dell'architetto Alberto Vero che ha già passato l'esame del comitato tecnico di settore dei Beni Culturali, ma è stato inaspettatatmente bocciato dalla Soprintendenza. Ora che si ricomincia tutto daccapo, Vero potrebbe rispolverare le sue carte e la sua rampa potrebbe avere un'altra chance. «Preferisco non commentare la vicenda nei dettagli - spiega Vero - e aspetto di leggere il bando. Non escludo, però, di partecipare con il mio progetto, riproponendolo esattamente come l'ho presentato a suo tempo». Il progetto sembrava aver messo d'accordo tutti, Curia, Comune, Ministero, e aveva superato tutti i passaggi necessari, compreso quello del comitato tecnico di settore «che - spiega l'architetto - è la massima autorità competente nel campo del restauro e ha a capo il professor Carbonara, un'autorità del settore a livello mondiale». Per definirlo ci sono voluti cinque anni e quattro modifiche ma proprio quando le cose sembravano ormai fatte, ecco che la scorsa primavera arriva il no della soprintendenza. Ma non tutto pare perso. Uno spiraglio, infatti, si è aperto grazie alla decisione di bandire un concorso di idee aperto a tutti gli architetti che vogliano partecipare. E Vero sembra avere tutta l'intenzione di continuare a sostenere la sua proposta. Per molte ragioni. «Di solito le rampe per disabili sono strutture precarie e brutte a vedersi - spiega - mentre il mio progetto si integra nell'edificio esistente in modo armonico. È importante fare in modo che le strutture destinate ai disabili non abbiano il senso del provvisorio». Il secondo vantaggio è che il progetto di Vero è subito cantierabile, ma la cosa che più preme all'architetto è che la sua rampa avrebbe un valore di tipo storico. «La rampa - spiega l'architetto Vero - riprende l'aspetto antico della cattedrale, che fino all'800 sul lato che si affaccia su piazza Dante presentava una scalinata, poi abbattuta forse per motivi di traffico nel 19º secolo. Approvarlo significherebbe per la città vincere anche una battaglia culturale». F.F.
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