Il dolore
«Centro commerciale aperto sempre»
Guido Fiorini
Interviene Federconsumatori: non si può dare la licenza e poi farlo chiudere
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Le aperture domenicali non possono essere decise da una raccolta di firme. Servono studi precisi sull'economicità dell'una e dell'altra scelta. E magari anche sul potere di acquisto dei consumatori. E, alla fine, gli Enti, il Comune in testa con il suo assessore al commercio, devono prendersi le proprie responsabilità e decidere. In vista del nuovo tavolo sul calendario delle aperture, in programma domani, interviene Giuseppe De Martis, responsabile di Federconsumatori a Grosseto. La posizione della Federconsumatori è netta anche sul nuovo centro commerciale: non può essere assoggetato alle stesse regole, deve aprire quando vuole. «Il Comune non può rilasciare una licenza di tali dimensioni e poi imporre di chiudere la domenica. Non ha proprio senso. Doveva pensarci prima. E lo stesso varrà, quando arriverà, per l'Ipercoop al Commendone». De Martis sarà domani al tavolo. E avrà qualcosa da dire: «Siamo perplessi - spiega - per gli schemi che sono stati seguiti. Non basta una raccolta di firme, peraltro fatta senza dare troppe spiegazioni sulle conseguenze, e sicuramente parziale, per cambiare le abitudini della gente. Si deve andare a vedere se una scelta è economica, si deve capire cosa è meglio per le singole aziende, non si può generalizzare. E poi si deve tenere conto del potere di spesa della gente che, negli ultimi tempi, è diminuito. Di soldi ce ne sono pochi». È chiaro che poi, che i negozi siano aperti o chiusi, i singoli consumatori decideranno in base alle proprie tasche se acquistare o meno. E in quel momento - spiega la Federconsumatori - sarà decisiva l'offerta. «Si potrebbe pensare - dice ancora De Martis - ha una turnazione zona per zona, in modo da non avere mai una domenica con "tutti chiusi". Le ipotesi possono essere molte. Certo che il Comune, con il suo assessore, dopo aver ascoltato tutte le chiacchere che si fanno al tavolo, anche troppe a dire il vero, deve prendersi le proprie responsabilità». E poi c'è il centro commerciale. «Lo ripeto, su quello la nostra posizione è netta. Gli è stato consentito di aprire, ha avuto la licenza su un'area tanto grande, ci sono aziende che hanno investito, adesso non è pensabile che gli venga imposto di chiudere. E poi ha una funzione importante per calmierare i prezzi, dal nostro punto di vista questo è decisivo». E per chi teme ricadute sui negozi del centro? «Niente di tutto questo, a nostro avviso. Chi va in centro cerca altro. E poi gran parte della clientela del centro viene da fuori città, anche da fuori provincia».
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