Il Tirreno

Grosseto

«Senza Apt Maremma più povera»

Guido Fiorini
«Senza Apt Maremma più povera»

Lucheroni e Ciani (Rete Impresa) su turismo, burocrazia ed... elezioni

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GROSSETO. Burocrazia da snellire, urbanistica e commercio da rilanciare, soluzioni alternative per la promozione del turismo dopo la scelta della Regione (definita "terrificante") di accentrare in un unico calderone le Apt. Pierferruccio Lucheroni, nominato presidente di Rete Impresa Italia dopo la scadenza del mandato di Claudio Chiti, e Mauro Ciani, subentrato nella direzione a Renzo Alessandri, disegnano gli obiettivi dell'associazione che riunisce commercianti e artigiani (Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio). Un'associazione che, solo nei sei Comuni dove si voterà a primavera, riunisce circa ventimila imprese: ed è per questo che, dai candidati a sindaco, si attendono risposte chiare su alcuni temi fondamentali.  Al primo punto, la burocrazia che strozza le imprese. «Serve, da subito, anche a livello locale - dicono - una semplificazione normativa e burocratica. Il costo a livello nazionale per le imprese dei ritardi burocratici è di 1,6 miliardi di euro all'anno, 12300 euro ad azienda. E questa va a tagliare le gambe soprattutto alle piccole imprese, che poi sono il 95% del totale. Un esempio? Il sistema Sistri per la tracciabilità dei rifiuti. Va bene per una grossa impresa, ma si pensi alla parrucchiera che deve preoccuparsi dei capelli tagliati. Ora sono arrivati dal ministro cinque mesi di proroga, che ci fanno respirare, ma non basta. O anche la valutazione dei livelli di stress: siamo i primi a essere consapevoli che lo stress è pesante, ma in questo momento di crisi è un aspetto che comporta costi e perdite di tempo devastanti».  Da molte imprese del vostro settore la riforma delle Apt, voluto dall'assessore regionale, è visto in modo negativo. «Non è solo negativo, è una scelta terrificante. E per la Maremma la botta sarà fortissima, ma non solo per noi. Non è pensabile, per una Regione che ha mille differenze come la Toscana, e che punta sul turismo come risorsa principale, che la promozione sia demandata a un unico organismo, che inevitabilmente avrò una visione centralistica. Non ci siamo, proprio non ci siamo».  Fra l'altro l'Apt della Maremma è molto attiva. «Abbiamo un direttore (Tapinassi, ndr) molto preparato e all'avanguardia. Abbiamo eccellenze da promuovere molto differenziate. C'è la Camera di Commercio che sta spingendo su vino e agroalimentare. E ora viene fuori questa idea senza senso di accentrare tutto, di creare un calderone. Ma l'assessore l'ha mai fatto un giro in Toscana? Non siamo assolutamente d'accordo. E come Rete Impresa siamo pronti a contribuire, insieme a Provincia e Cciia, a trovare una forma alternativa all'Apt per promuovere il nostro turismo e i nostri prodotti e a contrastare questa scelta che penalizza il nostro territorio. Abbiamo fatto una stima: il 30% dei tagli della Regione ricadono sulla Maremma».  Fra poco si vota. «Appunto. I candidati a sindaco parlino chiaro. Ci dicano che intenzioni hanno. Noi mettiamo sul piatto, nei sei Comuni, ventimila imprese. Vogliamo sapere come la pensano sulla promozione turistica. E non solo. Poi faremo le nostre valutazioni».  Su cosa altro? «Sull'urbanistica. Sulla portualità. Sulle concessioni demaniali. Sulla logistica. Settori che investono il nostro mondo. Ci dicano prima cosa vogliono fare: se si approvano i regolamenti che sono ancora fermi, se i porti si migliorano, se le piattaforme logistiche sono ben viste o no. Nel nostro territorio la trasformazione alimentare è decisiva: vogliamo dare alle aziende gli strumenti necessari per operare? Prima del voto vogliamo risposte chiare. E comunque ci piace l'idea della Provincia di una società patrimoniale che consenta di far ripartire gli investimenti pubblici».  Un'ultima cosa. Il commercio. C'è la polemica sul centro, con mille aspetti. «Rete Impresa si farà carico in brevissimo tempo, con le due associazioni di commercianti, di un vero centro commerciale naturale nel centro storico, un vero consorzio fra commercianti».

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