Trasporti
Pesca dei bianchetti, una beffa
Renzo Wongher
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RETI, Ammassate sul molo: non si può pescare i bianchetti Deroga possibile, ma il piano nazionale non c'è
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PORTO S. STEFANO. Non esiste un "Piano di gestione nazionale" per la pesca dei bianchetti, chi vuole mangiare le "frittelle" deve ricorrere al prodotto importato, mentre i nostri pescatori, con le braccia incrociate, osservano arrabbiati le loro reti inutilizzate, accumulate sul molo Marinai d'Italia. Una nota dell'on. Morganti della Lega Nord, fa sapere che la pesca al rossetto ed al bianchetto non verrà abolita. Occorre però un piano di gestione nazionale che, ovviamente, l'Italia non ha provveduto a redigere in tempo utile. Infatti lo scorso 9 novembre, la Commissione Europea ha risposto all'interrogazione presentata il 23 settembre dagli eurodeputati Claudio Morganti, Matteo Salvini e Lorenzo Fontana riguardante «l'attività di pesca in Liguria e Toscana relativa alle specie del bianchetto (sardina pilchardus) e rossetto (aphia minuta)». Ma che cosa ha risposto la Comunità Europea? Ecco la lettera inviata agli interroganti: da Maria Damanaki a nome della Commissione: «La pesca del rossetto o del bianchetto con sciabiche da natante potrebbe continuare ad essere praticata in deroga ad alcune disposizioni del regolamento sulla pesca nel Mediterraneo a condizione che siano soddisfatti requisiti specifici e rigorosi e che siano adottati piani di gestione nazionali. Le deroghe, riguardanti la distanza dalla costa e l'apertura di maglia minima, sarebbero concesse in conformità alle norme sulla pesca di novellame di sardine (bianchetto) è inoltre necessaria una deroga alla taglia minima degli organismi marini. La pesca con sciabiche da natante praticata su praterie può essere autorizzata se i diversi elementi dell'attrezzo non toccano le praterie stesse. L'adozione di un piano di gestione nazionale, oltre a costituire un obbligo a prescindere dalle deroghe eventualmente richieste, costituisce un prerequisito per poter beneficiare delle deroghe stesse. Le autorità italiane hanno trasmesso alla Commissione i piani di gestione per la pesca con sciabiche da natante, nei quali non figuravano tuttavia una serie di elementi importanti. Le autorità italiane sono state informate che la Commissione non è in grado di concludere la sua valutazione e di esaminare la possibilità di concedere una deroga». Insomma abbiamo capito benissimo che se i nostri pescatori non guadagnano, se i bianchetti sguazzano vicino alla costa senza che nessuno può insidiarli per trasformarli in saporite frittelle, la colpa non è della Comunità Europea, ma solo e soltanto del ritardo delle autorità italiane.
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