Sicurezza
Cartello attaccato alla vetrina sotto ai portici: «Atto vile. E non è la prima volta che accade»
Minacce alla commerciante che ha scelto di aprire quando vuole
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GROSSETO. Un messaggio offensivo e minaccioso attaccato alla vetrina: si combatte anche così, a Grosseto, l'assurda "guerra delle domeniche". A trovare la sgradita sorpresa Sara Gherardini, titolare del negozio Swarovski sotto alle logge di piazza Dante. La sua unica "colpa" l'aver espresso, sul nostro giornale, la propria opinione, cioè la sua volontà di essere libera di aprire quando vuole.
Eppure, in un contesto in cui alcuni imprenditori rispondono alla crisi chiedendo di... chiudere e soprattutto volendo imporlo agli altri, c'è anche chi ha pensato di prendersela con una che la vede in modo diverso. «Tralasciando il linguaggio scurrile - ci dice Sara - la cosa che più mi ha infastidita è il fatto che non vi sia una firma. Quando si vuole esprimere la propria idea bisognerebbe anche avere il ritegno di non nascondersi.
Non credo sia un cliente, vista la premeditazione dell'atto: chi esce la mattina all'alba (è stato infatti trovato molto prima rispetto alla normale apertura) per fare shopping con in borsa pennarello, foglio protocollo, forbici e scotch? In questa città si vorrebbero imbavagliare le persone scomode ma nel nostro Paese vige ancora la libertà di espressione e mi dispiace che qualcuno si riduca a tali bassezze per dissentire.
Io non mi sono nascosta dietro l'anonimato. Ritiene il mio pensiero pericoloso, o forse troppo logico, da non trovare altro modo di controbattere se non con un attacco personale? La boutique è sempre aperta (anche il 5 e l'8 dicembre quando tanti sono stati chiusi) e gli orari sono in evidenza sulla porta.
Sono più che disponibile ad un confronto verbale civile con questa persona, ma mi auguro sia abbastanza intelligente da comprendere che non ho alcun potere decisionale in merito alle aperture o chiusure domenicali, ma che ho solo espresso la mia opinione come tanti altri imprenditori e cittadini. Se avrà altro da aggiungere saprà dove trovarmi, altrimenti che abbia la decenza di piantarla». (g.f.)
Eppure, in un contesto in cui alcuni imprenditori rispondono alla crisi chiedendo di... chiudere e soprattutto volendo imporlo agli altri, c'è anche chi ha pensato di prendersela con una che la vede in modo diverso. «Tralasciando il linguaggio scurrile - ci dice Sara - la cosa che più mi ha infastidita è il fatto che non vi sia una firma. Quando si vuole esprimere la propria idea bisognerebbe anche avere il ritegno di non nascondersi.
Non credo sia un cliente, vista la premeditazione dell'atto: chi esce la mattina all'alba (è stato infatti trovato molto prima rispetto alla normale apertura) per fare shopping con in borsa pennarello, foglio protocollo, forbici e scotch? In questa città si vorrebbero imbavagliare le persone scomode ma nel nostro Paese vige ancora la libertà di espressione e mi dispiace che qualcuno si riduca a tali bassezze per dissentire.
Io non mi sono nascosta dietro l'anonimato. Ritiene il mio pensiero pericoloso, o forse troppo logico, da non trovare altro modo di controbattere se non con un attacco personale? La boutique è sempre aperta (anche il 5 e l'8 dicembre quando tanti sono stati chiusi) e gli orari sono in evidenza sulla porta.
Sono più che disponibile ad un confronto verbale civile con questa persona, ma mi auguro sia abbastanza intelligente da comprendere che non ho alcun potere decisionale in merito alle aperture o chiusure domenicali, ma che ho solo espresso la mia opinione come tanti altri imprenditori e cittadini. Se avrà altro da aggiungere saprà dove trovarmi, altrimenti che abbia la decenza di piantarla». (g.f.)
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