Sicurezza
Anziana dimenticata al mare, sanzioni legittime
La Corte di appello dà ragione al Comune per il caso dell'ospite della Casa di riposo portata in gita
3 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Non erano illegittime le sanzioni disciplinari che il Comune di Grosseto inflisse all'allora responsabile della Casa di riposo di via Ferrucci (foto) e al coordinatore della sicurezza per l'anziana ospite non autosufficiente "dimenticata" al rientro da una gita a Marina di Grosseto nell'estate 2005 e poi "recuperata" due ore più tardi, dietro le insistenze della nuora della donna, in un albergo della frazione. Lo stabilisce una sentenza della sezione lavoro della Corte di appello di Firenze, adesso depositata, che ha accolto il ricorso del Comune di Grosseto contro la sentenza di primo grado, risalente all'ottobre 2009, che aveva dichiarato l'illegittimità delle sanzioni. Anzi, secondo i giudici fiorentini (Pieri relatore, Bronzini, Schiavone) «siamo in presenza di un episodio di indubbia gravità (che per fortuna non ebbe più serie conseguenze), che fu reso possibile dalla approssimazione, superficialità, omissione di debite cautele delle persone che erano chiamate a responsabilità organizzative della gita e di controllo sulle ospiti». Franca Lodovichi e Roberto Ugo Innocenti si erano rivolti al Tribunale del lavoro di Grosseto contestando rispettivamente la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per un giorno (poi ridotta a una multa di 4 ore di retribuzione) e la multa di tre ore (poi ridotta a rimprovero scritto). E il Tribunale aveva dato loro ragione, ravvisando che la vigilanza sui 25 partecipanti alla gita (tre pullmini) non spettava a loro due - che pure erano presenti - visto che i servizi socio-assistenziali erano stati appaltati a una cooperativa, che si era occupata dell'organizzazione. Il caso del 9 agosto 2005 aveva destato scalpore (anche un'interrogazione in consiglio comunale e l'intervento di un sindacato) e la direttrice aveva difeso pubblicamente a spada tratta anche sulla stampa l'operato suo e dei propri collaboratori. Ma il Comune, assistito dagli avvocati Umberto Gulina e Paolo Piemontese, si era opposto alla sentenza di primo grado, sostenendo tra l'altro anche che Innocenti avrebbe tenuto una condotta non conforme ai principi di correttezza parlando al telefono con la nuora dell'ospite smarrita. La Corte di appello, nel dare ragione al Comune, è del parere che il "chiamarsi fuori" poteva essere condiviso qualora i due dipendenti non avessero partecipato alla gita e non si fossero intromessi nell'organizzazione, fatti dimostrati dalle stesse parole della direttrice ma anche dalla sostanziale confessione di Innocenti: «l'errore commesso dal personale addetto alla sorveglianza, me compreso - aveva detto - è stato l'aver omesso l'ulteriore e definitivo appello degli ospiti all'interno dei mezzi utilizzati». I giudici fiorentini notano che vi erano ben dieci persone per il controllo di 25 ospiti e che il fatto fu originato da «un'incredibile superficialità, mancanza di professionalità, inscusabile leggerezza». A nulla vale la segnalata mancanza di un protocollo sulle attività esterne perché «l'increscioso episodio in esame fu reso possibile dall'omissione di elementari cautele che il semplice buon senso avrebbe dovuto suggerire»: ovvero, un semplice appello al momento di ripartire da Marina di Grosseto. Vi sono state dunque «responsabilità omissive, che integrano violazione dei propri doveri d'ufficio», stando ai giudici fiorentini. E la derubricazione delle sanzioni? Secondo la Corte di appello, quella decisione «costituisce un esercizio molto prudente e temperato del potere punitivo datoriale» che «non può prestare il fianco a censure di mancanza di proporzionalità». Dunque, ricorso del Comune accolto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
