La manifestazione
I SIGILLI VIOLATI
«Addobbi, modo subdolo di sfruttamento»
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GROSSETO. «Oltrepassando con noncuranza, mascherata da superficialità, i limiti del provvedimento autorizzativo di pulizia del manufatto, violò volontariamente i sigilli, apponendo all'interno addobbi natalizi che, nonostante l'apparente tenuità del fatto, costituivano in realtà un modo subdolo per continuare a sfruttare commercialmente l'opera ritenuta abusiva e per questo sottoposta a vincolo giudiziario». È quanto scrive il giudice Bilisari a proposito della condanna a 2 anni e 315 euro di multa di Catia Fioretti, accusata di violazione dei sigilli all'interno del gazebo del Mercedes Cafè di via Manin. Fioretti era stata nominata custode giudiziaria ed era stata autorizzata a pulire il manufatto, visto che era vicino al locale non sequestrato dove si consumavano i pasti. Secondo il giudice, tale comportamento illecito sarebbe stato motivato dal fatto che «l'opera era posta nel centro storico, a pochi passi della Cattedrale, e si pensava evidentemente che la presenza di un gazebo buio e spoglio, con in bella mostra l'avviso dei vigili urbani relativo al sequestro (mai tuttavia rimosso) avrebbe potuto cagionare, nel periodo natalizio, un danno di immagine alla propria attività commerciale». Da queste considerazioni la condanna. Il gazebo è stato rimosso nel dicembre 2008.
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