Finanza
«Mi picchiava e sono scappata»
Federico Lazzotti
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PM. Giuseppe Coniglio La denuncia della moglie: sono fuggita a Milano con mio figlio
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ARCIDOSSO. Ci sarebbe un marito violento e geloso, un figlio conteso e una moglie pronta a scappare a Milano con il nuovo amore, dietro al tentato omicidio di Fonte delle Monache: un boschetto lungo la strada che da Arcidosso va a Piancastagnaio, all'interno del quale Mahmut Koc, 35 anni, ha sferrato due coltellate al presunto rivale in amore, Serkan Yotice, 28 anni, dimesso ieri dall'ospedale con dieci giorni di prognosi. Il trentacinquenne di origini turche comparirà questa mattina davanti al giudice per l'udienza di convalida. Nei suoi confronti, oltre a quella di tentato omicidio, potrebbe aggiungersi anche l'accusa i maltrattamenti e lesioni in famiglia. Infatti, ieri mattina, la moglie dell'uomo si è presentata dai carabinieri per sporgere denuncia nei suoi confronti. Almeno tre gli episodi di violenza raccontati dalla donna agli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Coniglio. È con questa deposizione che i militari sembrerebbero riusciti a completare il puzzle e ricostruire l'ultimo mese dei quattro protagonisti della storia. Serkan Yotice sarebbe stato assunto a inizio novembre al bar di cui Mahmut Koc è socio. È dietro al bancone che sarebbe nata la simpatia tra il ventottenne e la moglie del titolare. Dieci giorni fa, forse dopo l'ennesima lite con il marito, la decisione dei due di lasciare Arcidosso e andare a Milano dove l'uomo aveva vissuto per un po' di tempo. Con loro hanno portato anche il figlio di 4 anni della coppia. Sono seguiti giorni di litigi al telefono. Fino a quando la moglie ha chiamato i carabinieri di Arcidosso. «Torno a casa - ha detto - ma dite a mio marito di smettere di chiamarmi». L'uomo non avrebbe obbedito. Anzi. Lunedì sarebbe salito in macchina e avrebbe raggiunto Milano per riprendersi il figlio. «Il piccolo è tornato a casa col padre», confermano gli inquirenti. La mamma e l'altro, però, lo hanno seguito il giorno dopo. Non è chiaro se i tre, martedì mattina, si siano incontrati. Fatto sta che Mahmut Koc ha saputo che il rivale era tornato in paese. Secondo la ricostruzione dei militari, l'uomo avrebbe preso dalla cucina un coltello, gli investigatori ne hanno trovati quattro in una borsa, e avrebbe chiesto a due amici di accompagnarlo, nessuno dei quali è indagato. L'incontro con il rivale è avvenuto lungo la provinciale 6. Sarebbe seguito un inseguimento in mezzo alla neve fino al momento dell'aggressione. Due fendenti: uno alla gola, l'altro alla schiena. Poi la fuga. L'arma del delitto è stata ritrovata a tarda sera dai carabinieri in mezzo alla neve, ancora sporca di vendetta.
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