Il Tirreno

Grosseto

PD, L’“AREA DEM”

Gestione del partito senza senso pronti a differenziarci caso per caso

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Dopo aver aderito alla proposta per un congresso unitario ed aver sostenuto la candidatura di Barbara Pinzuti alla segreteria provinciale del Pd senza fare "richieste", ritenevamo che non ci sarebbero stati problemi nella nomina dell'esecutivo. Sono state infatti accolte tutte le indicazioni presentate dalle altre sensibilità, ma solo a noi è stato chiesto di cambiare nominativo. Riteniamo questo un fatto gravissimo che non ha alcuna giustificazione, se non quella che il "nostro" non proviene dall'area diessina. Questo lascia trasparire una sorta di insofferenza nei confronti di chi non si riconosce nella mozione Bersani. I Democratici sono nati per essere un partito nuovo, non la sommatoria dei partiti precedenti; partito che metta insieme sensibilità diverse nel rispetto di esse. Il Pd deve andare oltre le esperienze storiche del riformismo italiano e dare vita ad un grande partito progressista con un pensiero nuovo. Un partito a vocazione maggioritaria che deve garantire a tutte le sensibilità e intelligenze uno spazio politico. Con queste motivazioni abbiamo partecipato alla fondazione di questo partito, portando un contributo di esperienza e di proposta. La dirigenza dovrebbe avere la capacità di ricercare il confronto, coinvolgere tutte le intelligenze, rispettare la diversità di opinione e fare sintesi in vista della campagna elettorale. Crediamo che l'elettorato di centrosinistra chieda questo impegno e ci giudichi per le idee che esprimiamo e non per l'età anagrafica. Chi al congresso nazionale si è riconosciuto in Franceschini ha fatto propria questa proposta, un partito che coniughi le sensibilità provenienti da culture ed esperienze diverse. Se invece qualcuno pensa ad una riedizione dei Ds o di un Pd con l'aggiunta di una "S", darebbe vita ad un'esperienza antistorica. Abbiamo scelto di rappresentare liberamente le nostre idee ed i valori nei quali crediamo e non ci tireremo indietro, ma se l'intento è quello di iniziare un confronto tra le varie proposte e idee, senza schemi precostituiti, dopo un congresso unitario, che ha portato grande armonia nell'Unione comunale di Grosseto, è uno strano modo di iniziare escludendo una parte. Le dichiarazioni della segretaria in una recente intervista sono illuminanti. "Del resto il partito prima del congresso era reduce di una fase particolare, dove c'era un segretario (Marzio Scheggi) in minoranza, avendo sostenuto Franceschini invece che Bersani, rispetto al resto del partito e ciò aveva comportato inevitabili difficoltà di gestione". Per cui dobbiamo dedurre che chi si è riconosciuto nella mozione Franceschini, non ha titolo ad entrare nell'esecutivo perché idee diverse comportano difficoltà di gestione. Ma anche le assicurazioni della segretaria, fatte al segretario di Grosseto Roberto Panfi, circa la presenza di Gian Carlo Bastianini nell'esecutivo provinciale e poi rimangiate, sono fatti che comportano difficoltà di rapporti e preoccupazione nell'elettorato di centro. Se aggiungiamo la recente maldestra e disastrosa conduzione della questione Gavorrano, riteniamo che questa gestione del partito provinciale possa portarci poco lontano, rendendo incomprensibili le idee di presunto rinnovamento, mettendo confusione in chi dovrebbe poi votarci.  Noi non vogliamo gettare alle ortiche anni di lavoro spesi per realizzare il sogno di un grande Pd per cui continueremo nella nostra azione, come stiamo facendo nell'Unione di Grosseto, nella quale grazie all'impegno del segretario Panfi le diversità sono un valore. Prendiamo atto della chiusura espressa dalla segretaria Pinzuti nei nostri riguardi, ma non fuggiremo. Ci differenzieremo, quando non condivideremo le proposte, specie in termini di alleanze, che verranno presentate. Il nostro impegno rimarrà comunque immutato. Gli esponenti dell'assemblea Pd della ex mozione Franceschini e altri dell'"area dem"

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