Il Tirreno

Grosseto

Festa del fuoco a Santa Fiora

Fiora Bonelli
<b>FUOCO </b>In mezzo alla piazza
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FUOCO In mezzo alla piazza

Tradizionale rito contro il male tra giochi, polenta e vin brulé

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 SANTA FIORA. L'ultima spettacolare festa del fuoco sull'Amiata per il 2010 si tiene oggi a Santa Fiora ed è la grande tradizione delle fiaccolate, o "carboniere" come precisa lo storico Ennio Sensi, alla quale partecipano i bambini con le torce.  Torce ardenti che illumineranno la notte e bruceranno lo spettro del male nel fiaccolone in piazza, mentre sotto il portone di palazzo Sforza Cesarini si consumerà polenta dolce e vin brulé.  Fra i riti del fuoco che illuminano la montagna incantata fin dall'epoca dei monaci dell'abbazia di San Salvatore, in pieno Medioevo, questa di Santa Fiora è una delle più antiche e originali tradizioni amiatine in cui si bruciano le forze diaboliche e si augura l'inizio di un'epoca luminosa. Un appuntamento d'obbligo per tutti ma soprattutto per i cultori di tradizioni popolari.  Preceduto alle 17 dal concerto della corale Vestri, lo spettacolo inizia con l'accensione delle carboniere e l'apertura dei punti di ritrovo, curati dalla maggior parte delle associazioni paesane.  Il cerimoniale delle fiaccole appartiene alle feste del fuoco e del sole nascente con cui si esorcizzava il male e si propiziava l'avvento di una nuova epoca di felicità e bene. Le fiaccole, allora costruite da tutte le famiglie per illuminare i viottoli che confluivano alla pieve dedicata alle Sante Flora e Lucilla, erano realizzate con pali di castagno e fascine secche. I ragazzi le portavano a spalla fino alla chiesa come in un rito di iniziazione, agitandole tutto intorno per scacciare le streghe. E anche questo 30 dicembre, una processione di fiaccole accese si snoderà nel cuore dei terzieri di Borgo, Montecatino e Castello, fino a confluire, poi, davanti a palazzo Sforza Cesarini dove arderà tutta la notte il grande fiaccolone acceso dalle torce.  Nella piazzetta San Michele si rinnoverà il rito dell'accensione secondo modalità e simbologie secolari, spiega Ennio Sensi, come l'accensione della carboniera secondo l'usanza del seccatoio, con gli oggetti rituali dell'ulivo, del pane azzimo e della candelina di San Biagio. Sotto il portone del palazzo si potrà assaggiare la polenta dolce di castagne, e ascoltare i canti popolari. La festa culminerà nel fuoco delle fiaccole, simbolo della necessità di ricomporre attorno a fuoco, a cibo e a valori condivisi tutta la comunità del territorio.

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