Gioco
Ha perso la vista in un incidente 8 anni fa
Donano mille euro al papà non vedente «Grazie a tutti voi»
Michele Nannini
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NUOVO ARRIVO. Stefano con il piccolo Mirko 2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. Dal 12 agosto 2002 la vita di Stefano Palmieri non è più la stessa. Un maledetto incidente a pochi chilometri da casa che gli ha portato via per sempre la vista. Ma attorno a lui e alla sua famiglia, in questi otto anni, non sono mai mancati affetto e amicizia e anche adesso che è diventato babbo per la prima volta, il grande cuore di Follonica e dei follonichesi è tornato a battere forte. «Il primo novembre la mia compagna Monica ha dato alla luce Mirko - racconta Stefano - per tutti noi un momento di felicità. Anche in questa occasione in tanti, da Follonica e dai paesi vicini, mi hanno dimostrato il loro affetto e vorrei ringraziarli uno per uno. Nei giorni scorsi mi ha chiamato un amico che mi ha consegnato un regalo inaspettato, oltre 1000 euro raccolti grazie alla sensibilità e all'affetto di tante persone che sono volute rimanere anonime. Non so quindi chi siano e quante siano anche se di molti posso avere un'idea, quindi vorrei esprimere ad ognuno di loro il mio personale ringraziamento». In questi anni non è mai mancato il sostegno a Stefano e alla sua famiglia, che continua ad arrivare anche grazie alle associazioni che operano nel territorio, come il Lions Club Alta Maremma che ha voluto, tramite il presidente, lasciare un ricordo a Stefano e Monica, che ha anche un'altra figlia, Gaia. «Vorrei ringraziare anche loro, ci sentiamo sempre coccolati da tutta Follonica - continua Stefano - segno che anche in questi tempi c'è ancora chi ha voglia e modo di fare del bene, fa piacere sapere di avere vicino tanta gente che ci vuole bene e che vorrà bene anche a Mirko. Sono iniziative che mi aprono il cuore, così come fa piacere il rispetto che ancora c'è verso di me dopo quasi 10 anni dall'incidente. È uno scambio bellissimo: tutti loro mi danno tanto, ma anche io cerco di ripagarli trovando la forza di andare avanti per cercare di essere sempre più autonomo».
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