Attenzione
Commercio, nuovo incontro dopo Befana
Antonio Ferri cittadino indignato
Un cittadino indignato: «Basta con i bottegai che vogliono la città deserta»
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GROSSETO. Sarà convocata all'inizio dell'anno, forse subito dopo Befana, la prossima riunione sul commercio, con tutte le componenti interessate. All'ordine del giorno ancora le domeniche: probabile che si vada a una cancellazione della delibera-bis, quella in cui si faceva un'ulteriore deroga, consentendo di stare aperti nella terza domenica del mese dei saldi. Intanto ospitiamo la lettera di un lettore, qui a fianco. Mi chiamo Antonio Ferri. Sono un impiegato e vivo a Grosseto da trent'anni. Sono impegnato nel sociale con un gruppo di volontariato che mi permette di essere settimanalmente a contatto con molta gente, meno fortunata di me. Mi permetto, come cittadino, di dare il mio piccolo contributo alla questione delle aperture domenicali e di esprimere tutto il mio sdegno! Conosco bene i meccanismi di questa città nella quale chi fa qualcosa di nuovo o cerca di cambiare lo stato di quiete, anzi, di inerzia delle cose viene spesso isolato o, peggio, additato alla pubblica condanna. E' una città in cui le regole vengono fatte sempre e solo dalle stesse persone, spesso per tutelare i propri privilegi. Una città chiusa al cambiamento ed arretrata, abbandonata da ogni persona di buon senso o di qualche capacità che appena può cerca lavoro e gratificazione altrove. Il meccanismo è ormai consolidato e la questione delle domeniche di apertura delle botteghe rispetta il copione. Grosseto potrebbe dar da vivere a tante persone col turismo. Lo dicono tutti. A Grosseto si annunciano investimenti, si promuovono i vini maremmani nel mondo, si chiede l'apertura dell'aeroporto al traffico privato e la costruzione di strade, ma poi ci si azzanna per una battaglia vergognosa come quella dei bottegai che la domenica vogliono obbligare tutta la città a stare chiusa. Ma che turismo vogliamo promuovere, quello di una città fantasma? Quando poi andiamo a vedere chi sono i promotori di questa fantastica e lungimirante battaglia scopriamo che sono persone facoltose che vivono di rendite immobiliari e per le quali l'attività commerciale è del tutto secondaria. E ci si chiede come faccia chi li segue a dar loro credito! Gente che campa riscuotendo affitti dei molti appartamenti di proprietà che può permettersi di non lavorare la domenica perché di soldini ne ha a sufficienza anche senza aprire il negozio. Allora noi cittadini, noi grossetani, che quotidianamente abbiamo a che fare con i problemi veri, con la disoccupazione, la crisi del ceto medio, la difficoltà ad arrivare a fine mese di tante famiglie "insospettabili" e che magari vediamo nel turismo uno spiraglio di speranza per il futuro, dobbiamo ancora una volta subire questa scandalosa situazione in cui per settimane le pagine dei giornali sono occupate da questa baggianata da quarto mondo e non dai problemi veri? A questo punto, se abbiamo un po' di dignità, non ci resta che mandare questi quattro signori a quel paese e disertare in massa le loro botteghe. Tanto loro campano lo stesso e noi si va ad acquistare, chi può, in negozi fuori Grosseto e chi non può fuori dal centro, in posti dove, almeno, le commesse quando si entra ti salutano e ti sorridono. Anche la domenica.
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